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La storia di Hazel Juvenal-Smith, un angelo al di sopra di ogni sospetto

Le incredibili avventure di Hazel Juvenal-Smith, una spia inglese durante la Seconda guerra mondiale che finì a insegnare la sua lingua in Italia.

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Una rara foto di Hazel Juvenal-Smith. |

Nel mondo delle spionaggio tutto può succedere, anche che la tua placida vicina di casa, un'anziana signora inglese che si prende la briga d'insegnarti la sua lingua, ti riveli il suo passato nell'MI6, come agente dell'intelligence britannica in missione a Parigi durante la Seconda guerra mondiale. Ed è proprio quello che è successo a Nicoletta Maggi, autrice del libro "Gli angeli di Churchill" (come romanticamente venivano chiamate le agenti al servizio del Primo ministro britannico durante la guerra).

 
Al servizio di Sua Maestà. "L'angelo"  in questione era Hazel Juvenal-Smith, classe 1913, nome in codice Jicky, come il profumo di Guerlain che aveva scoperto a Parigi, dove operava come agente segreto inviato da Churchill, e in seguito come membro  della Resistenza francese. Ma com'era finita un'aristocratica e sofisticata ragazza inglese nell'inferno dell'occupazione nazista? Jicky, aveva solo l'aspetto di un angelo, era anche molto colta e brillante: parlava quattro lingue, era specializzata in storia e letteratura, ma soprattutto era esperta in perizia calligrafica. Così fu mandata a lavorare sotto copertura all'ambasciata inglese a Parigi, ma non scappò durante l'invasione tedesca, anzi sostenne la Resistenza francese di De Gaulle, tanto da essere arrestata, rinchiusa nelle prigioni di Fresnes  e torturata dalla Gestapo a poche settimane dal parto, senza però mai rivelare i nomi dei suoi compagni.

 

 

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La spia che visse tre volte. Sopravvissuta ai nazisti, negli anni Cinquanta, sposò un rampollo della famiglia Hermes. Ma quando si accorse che la lussuosa vita parigina e le eleganti vacanze alle isole Porquerolles non le bastavano più, l'inquieta signora, a 48 anni, sfidò il destino e seguì un nuovo amore italiano sulla riviera del Conero. Si trasferì a Sirolo, aprì un negozio di antiquariato a Numana  e visse indisturbata qui per quasi cinquant'anni, fino al 22 gennaio  2011, quando morì a 97 anni. 


Non  fece mai parola con nessuno della sua esistenza vissuta pericolosamente, eccetto che con la sua giovane allieva,  a cui un giorno, ormai anziana, di punto in bianco volle svelare la sua vita segreta e il suo coraggio: "Sai perché i nazisti ci arrestarono e ci portarono in prigione?", chiese alla ragazza, "Ero un agente dei servizi segreti inglesi, m'interrogarono , io negai tutto, ma quando vidi che non mi credevano rimasi muta, senza rivelare alcun nome, né dei membri della Resistenza, né quello degli altri agenti. Credetti di morire in quella cella, ma io e mio figlio ce la facemmo". Dopo al sua morte, quindi, in base ai diari della donna è stato possibile all'autrice ricostruire la sua rocambolesca esistenza e raccontarne la storia.

Vite da 007. Come lei, molte furono le donne impiegate nello spionaggio, come raccontiamo sul numero di Focus Storia in edicola: dall'agente "H21", alias Mata Hari, passando per la "Venere nera" Josephine Baker al servizio di France Libre, fino ad arrivare alle mille vite della "nostra" Tina Modotti, operaia delle filande, attrice, fotografa attivista politica e infine agente segreto sovietico.

 

Ma il fascino degli 007 non finisce qui, su Focus Storia raccontiamo tutto quello che c'è da sapere sul mondo dei servizi segreti: missioni impossibili, tecniche di addestramento durissime e spie insospettabili. Senza dimenticare le origini dell'intelligence, le operazioni più clamorose (ma anche quelle più fallimentari) e la vera storia degli agenti che hanno lasciato il segno.

 

29 aprile 2020 | Paola Panigas