La storia della domesticazione animale rivelata dalla pipì

Un insolito strumento di analisi è stato sfruttato per ricostruire l'evoluzione di un villaggio della Turchia in comunità stanziale dedita all'allevamento: gli archeologi sono andati a caccia di cristalli di urina.

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La storia della domesticazione animale è scritta (anche) nel suolo.|Shutterstock

Circa 10 mila anni fa, una popolazione di cacciatori-raccoglitori si stabilì in una pianura dell'odierna Turchia, e vi rimase per un migliaio di anni. Di quel villaggio, nel sito di Aşıklı Höyük, sono rimaste testimonianze importanti: i resti di antichi vicoli, di case con pavimenti in gesso, di scheletri umani e - a quanto pare - persino tracce di pipì.

 

Un gruppo di archeologi ha utilizzato i sali di urina depositata in questo villaggio per ricostruire la storia della domesticazione animale, un'arte di cui gli abitanti di Aşıklı Höyük furono pionieri. Le ossa animali e le tracce di letame emerse negli scavi suggeriscono che proprio in quest'area dell'Anatolia avvennero i primi tentativi di domesticazione di capre e di pecore: gli animali venivano tenuti in recinti vicino alle case e persino selezionati per migliorare la qualità delle greggi.

 

Archeologi al lavoro negli scavi di Aşıklı Höyük, in Turchia. | MARY STINER / ASIKLI HOYUK PROJECT PHOTO ARCHIVE Via The Atlantic

Non si butta via niente. L'idea di cercare le tracce dell'antica pipì è venuta dopo il ritrovamento, nel suolo, di alte concentrazioni di cristalli di nitratina, un minerale a base di sodio che può derivare dalla pipì, ma anche da altre fonti: il terreno arido e il clima secco di questo angolo di Anatolia ne avrebbe favorito la conservazione.

 

Il team di archeologi statunitensi, turchi e tedeschi ha prelevato 113 campioni di questi cristalli in antichi cumuli di immondizia ed escrementi, estraendoli da strati diversi in modo da coprire l'intero millennio di storia del villaggio, dall'8450 al 7450 a.C. I cristalli raccolti avevano una "firma" chimica simile a quella dell'urina presente nei moderni recinti del bestiame.

 

I ricercatori hanno stimato quanta di questa pipì potesse essere umana basandosi sul numero di abitazioni trovate, e l'hanno sottratta al totale dei sali trovati ipotizzato così le dimensioni degli allevamenti animali (chimicamente, i due tipi di urina non sono ben distinguibili).

Un crescendo di pipì. Nei primi secoli di occupazione del villaggio, quando gli abitanti di Aşıklı Höyük stavano iniziando ad abbandonare lo stile di vita nomade, si sono osservati pochi sali di urina "extra", rispetto a quella umana. Ma nei quattrocento anni successivi, la concentrazione di urina è aumentata da 10 a 1000 volte, segno che la densità di animali era cresciuta esponenzialmente.

 

Nello strato più recente, del 7900 a.C., i cristalli di urina si trovano in massicce concentrazioni ai margini del villaggio, dove si stima fossero tenute molte più capre e pecore dei 500-1000 abitanti umani. Si era ufficialmente passati dalla cattura di pochi esemplari all'allevamento di un vasto gruppo di animali semi addomesticati. 

 

23 Aprile 2019 | Elisabetta Intini