La storia dei Commandos

Dai Royal Marines ai Seal, dal Col Moschin al Comsubin, la storia, gli equipaggiamenti e le azioni più eclatanti delle forze speciali.

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Nati ufficialmente in Gran Bretagna nel 1940 per ordine del premier Winston Churchill, i commandos prendono origine in realtà dalla Seconda guerra anglo-boera (1899-1902), durante la quale i coloni afrikaaner che combattevano l’esercito britannico si erano organizzati in unità mobili denominate “kommandos”. L'obiettivo di queste forze speciali, composte dagli uomini migliori, è quello di portare a termine colpi di mano, incursioni oltre le linee nemiche, o missioni comunque caratterizzate da un alto grado di difficoltà e rischio.

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Royal Marine commando (Regno Unito), 1942 I primi reparti formati dagli inglesi erano inizialmente composti da volontari, tutto personale dell’esercito, ma dal 1942 anche i Royal Marines formarono i loro battaglioni Commando, oggi organizzati nella Royal Marine Commando Brigade, la forza anfibia della marina britannica. Questo soldato porta ancora l'uniforme standard della fanteria britannica nella Seconda guerra mondiale, ma si distingue per il berretto di maglia, tipico dei Commandos. L’arma è il fucile Lee-Enfield n. 4 Mk I calibro 0.303 (7.7x56 mm).

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Operatore Xa Mas (italia), 1941 L'incursore italiano della seconda guerra mondiale era dotato di equipaggiamento subacqueo nella quasi totalità frutto dell’ingegno nostrano: vestito stagno in resistente tela gommata in cui l’incursore si infilava attraverso una vescica ventrale in caucciù, Autorespiratore a Ossigeno (ARO) e maschera “gran facciale”, orologio subacqueo Panerai reso fosforescente dal Radiomir. I primi assaltatori non erano dotati di pinne, che furono introdotte solo a conflitto iniziato, e considerate vere e proprie armi segrete.

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Spetsnaz (Russia) Spetsnaz sta per spetsialnogo naznacenija (“compiti speciali”) e indica i corpi speciali delle forze armate russe, sotto il comando del servizio segreto militare (GRU), dei servizi segreti civili (KGB, poi FSB) e degli Interni, nate durante la Guerra fredda per penetrare in Occidente e danneggiare la rete di comando NATO. L’armamento è quello standard dell’Armata Rossa: AK-47, AK-74, SVD Dragunov da precisione e mitragliatrici RPK. L’uniforme è uno spezzato kaki con cappello a falde larghe e stivaletti al polpaccio. In Afghanistan indossavano le stesse uniformi dei parà con i quali condividevano il brevetto di lancio e la mitica Telnjaska, la maglietta a strisce bianche e blu che caratterizza i migliori reparti sovietici e oggi russi.

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Sayeret Matkal di Tsahal (Israele), 1976 Fra i più importanti reparti di forze speciali israeliane, l'unità Sayeret Matkal ha come compito la ricognizione e la raccolta di informazioni in profondità, ma opera anche in azioni dirette. A differenza delle altre unità “Sayeret” (“ricognizione”) dell’esercito, questa dipende direttamente dallo Stato maggiore (denominato appunto “Matkal”) delle IDF, le Forze di difesa israeliane (dette Tsahal).
Questo operatore del raid sull'aeroporto di Entebbe - una delle imprese più audaci dell'unità il cui sviluppo è raccontato per filo e per segno su Focus Storia - era equipaggiato con uniformi mimetiche e fucili d’assalto AK-47 in dotazione ai parà ugandesi. Ha un secondo caricatore unito con nastro adesivo a quello già inserito nell’arma: un classico “trucco del mestiere”, che nella fase di caricamento permette di averlo già pronto all’uso.

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Seal Team Six (USA), 2011 Uno degli operatori Seal del Team Six (DEVGRU) intervenuti nell’Operazione Neptune Spear, il raid contro Bin Laden ad Abottabad (Pakistan): ha un fucile d’assalto HK-416 ed elmetto in uso alle forze speciali, con ampie aperture sui lati per permettere di indossare le cuffie dei sistemi di comunicazione di cui ogni membro è dotato, visore notturno GPNVG-18, con 4 oculari al posto degli apparati tradizionali di tipo binoculare o singolo.

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Commandos-Marine (Francia) I Commandos-Marine rappresentano la componente di forze speciali della marina francese. La loro storia risale alla seconda guerra mondiale, quando elementi appartenenti alla “Francia libera” entrarono a far parte del battaglione “No 4 Commando” britannico, con il quale durante lo sbarco in Normandia diedero l’assalto alla cittadina costiera di Ouistreham. Attualmente, la specialità ha una struttura operativa articolata su cinque unità Commando (che portano i nomi di famosi comandanti che ne hanno scritto la storia) con ciascuno di essi orientato ad un ruolo specifico.

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Questo era soltanto un assaggio del numero di Focus Storia Wars dedicato alle forze speciali e alle loro operazioni: gli Arditi sul Col Moschin, la Decima Mas ad Alessandria, gli israeliani a Entebbe, i raid in canoa dei Royal Marine, il fiasco della Delta Force nel deserto iraniano, la caccia a Bin Laden, il Comsubin della Marina italiana e l'addestramento delle special forces, con un tuffo nel passato - dai ninja ai boeri - e le uniformi di tutti i migliori reparti di ogni tempo.
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Nati ufficialmente in Gran Bretagna nel 1940 per ordine del premier Winston Churchill, i commandos prendono origine in realtà dalla Seconda guerra anglo-boera (1899-1902), durante la quale i coloni afrikaaner che combattevano l’esercito britannico si erano organizzati in unità mobili denominate “kommandos”. L'obiettivo di queste forze speciali, composte dagli uomini migliori, è quello di portare a termine colpi di mano, incursioni oltre le linee nemiche, o missioni comunque caratterizzate da un alto grado di difficoltà e rischio.