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La storia degli angeli, i messaggeri di Dio

La storia degli angeli, intermediari tra gli uomini e la divinità, presenti in molte culture e religioni.

Zampe e barba in Iraq Per gli Assiri e i Babilonesi il dio Anu aveva al proprio servizio esseri chiamati sukkal (che significava messaggeri). Tra i Babilonesi troviamo tra gli altri, Papsukal e Gibil, entrambi con l’incarico di messaggeri della volontà divina. Per gli Assiri, i mediatori fra gli dei e gli uomini erano come questo essere alato trovato a Nimrud (Iraq).

In Persia erano così... Altri 2 “angeli” a 4 zampe e barbuti, non al servizio del Dio biblico, ma di Ahura-Mazda, il dio supremo di Zoroastro (VI secolo a. C.).
Ahura-Mazda aveva generato 7 entità chiamate amesha spenta (immortali benefici). Queste collaborarono alla creazione del mondo e intervenendo noi nelle sue vicende, proprio come gli Arcangeli dei cristiani. Questa religione monoteista prevedeva, 600 anni prima di Cristo, anche figure simili agli angeli custodi, le fravashi. Erano “doppi” spirituali di ogni individuo, preesistenti alla nascita delle persone e permanenti dopo la loro morte.

ANCHE I FILoSOFI CREDevanO NEGLI ANGELI Il filosofo Platone si riferiva a mediatori fra il cielo e la Terra, come Eros. Aristotele parlava di creature di puro spirito non soggette alle passioni umane, ma capaci di rendere possibile il movimento dell’universo. I cori angelici danteschi del Medioevo e le principali gerarchie derivano da questa visione aristotelica. Nell'immagine, Schiere angeliche nel Giudizio universale di Giotto, nella Cappella degli Scrovegni di Padova.

“Spiritelli” nell’Islam Anche nell’Islam, oltre ad angeli “importanti”, se ne concepirono di minori, come quelli raffigurati in questo dipinto del 1837 con l’Iman Ali e i figli. Ebbe anche peso un’antica tradizione “pagana” di geni e spiriti.

Messaggeri per il Profeta Se esiste il Corano lo si deve anche all’arcangelo Gabriele (Gibril) che contattò Maometto, secondo la tradizione islamica. Nell’Islam sono previsti tre tipi di creature alate: gli angeli, con funzioni simili a quelle previste dall’ebraismo e dal cristianesimo, i jinn, che possono essere ostili o benevoli per l’uomo, e i diavoli.

Aiutanti di Dio Nella religione ebraica gli angeli (“malak”), creati da Dio nel secondo giorno, hanno il compito di onorare Dio e di presentare la sua volontà agli uomini; tre arcangeli (Michele, Gabriele e Raffaele) hanno la funzione di guida. Attorno a loro gravitano miriadi di angeli i cui nomi terminano tutti in -el, cioè Dio.
Nel dipinto di Filippino Lippi, Gli arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele con il giovane Tobia.

Araldi e consiglieri Per distinguerli dagli angeli dei pagani, i cristiani li umanizzarono: 3 angeli, senza ali, con Abramo (mosaico di Ravenna, VI sec.).

Apparizioni cruciali Nella religione cattolica si fanno vedere nei momenti più importanti, come questo Angelo piangente, particolare da una Crocifissione di Giotto.

Giustizieri Le armi spuntarono a partire dal V secolo. Qui San Michele con armatura (tesoro di S. Marco a Venezia).

Angioletti musicisti Nel primo Rinascimento spuntarono bambini-angeli nudi e più tardi angeli-putti suonatori, come in questo dipinto di Rosso Fiorentino. Il legame degli angeli con la musica e la matematica deriva dai cori angelici che si pensava reggessero vari piani celesti.

Araldi di luce Un dipinto di William Blake, dove gli angeli (su Gesù nel Sepolcro) sono raffigurati come essenze di luce.

Diabolici Nella tradizione giudaico cristiana i diavoli sono angeli caduti in disgrazia (“Caduta dell’angelo” di Chagall).

Schiere angeliche E quanti sono gli angeli in servizio? 10 mila volte 10 mila (cioè 100 milioni) per il personaggio biblico Daniele. Nella Cabala ebraica si parla di oltre 301 mila angeli, di cui 133 mila scacciati dal Signore. Il maestro di S. Tommaso, Alberto Magno, ne aveva calcolati 4 miliardi. E si deve al monaco Dionigi l’Areopagita (V sec.) la divisione degli angeli in rigide gerarchie: Cherubini, Serafini, Potestà e così via. Nella foto, le schiere angeliche nel mosaico del Battistero di Firenze.

Angeli custodi Gli angeli custodi “arrivarono” solo dopo la Controriforma, in risposta ai protestanti che avevano relegato le schiere angeliche al ruolo di semplici comparse. Solo i Custodi sarebbero quindi tanti quanti gli abitanti della Terra. Nel dipinto, un angelo custode visto da un pittore tedesco dell’800

Storia modernaMa che si creda o no agli angeli, l’argomento resta serio. Per dirla col celebre psicanalista Carl Jung, 4.000 anni di fede in queste creature eteree hanno creato una “verità” depositata in un grande serbatoio chiamato “inconscio collettivo” (in pratica una visione del mondo comune a tutti e acquisita quasi inconsapevolmente), e gli angeli sono importanti “archetipi culturali”, cioè punti di riferimento del nostro modo di pensare, sia per chi crede sia per chi non li riconosce.
Non c’è neanche tanto da stupirsi se un biologo evoluzionista come Rupert Sheldrake, crede in loro, anche se in un modo moderno: secondo lui sarebbero i codificatori della “forma” non solo dell’uomo, ma di tutte le specie della Terra. In pratica, i custodi dell’“idea” di Dna.
Nella foto il dipinto "San Matteo e l'angelo" di Caravaggio.

Zampe e barba in Iraq Per gli Assiri e i Babilonesi il dio Anu aveva al proprio servizio esseri chiamati sukkal (che significava messaggeri). Tra i Babilonesi troviamo tra gli altri, Papsukal e Gibil, entrambi con l’incarico di messaggeri della volontà divina. Per gli Assiri, i mediatori fra gli dei e gli uomini erano come questo essere alato trovato a Nimrud (Iraq).