La protesi più antica della storia è opera degli Egizi

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L'arto artificiale è il primo dito del piede di una donna rinvenuta nel corso di scavi archeologici nei pressi del Cairo (Egitto), in un sito datato circa 3.000 anni. La protesi è fatta di legno e pelle, è assemblata in modo da potersi piegare e sia la forma sia i segni di usura suggeriscono che aiutasse davvero la sua padrona a camminare. Per verificare questa ipotesi Jacky Finch, ricercatore del Knh Center for Biomedical Egyptology di Manchester sta addirittura reclutando volontari amputati del primo dito del piede destro che vogliano testarne una copia! Prima del "Cairo Toe" (letteralmente, "alluce del Cairo"), datato tra il 1000 e il 600 a.C., la più antica protesi ritenuta efficace era una gamba in bronzo e legno del 300 a.C. ritrovata in una tomba romana.
Farsi belli prima di... dipartire. Gli egizi (ma non solo) preparavano con cura il corpo per il viaggio nell'aldilà, e molte mummie hanno appendici false: mani, piedi, organi sessuali maschili... Si tratta però, in genere, di rimpiazzi estetici, come nel caso del dito di pergamena e gesso conservato al British Museum (Londra), che serviva solo a "riempire un buco", o dell'occhio finto ritrovato in una tomba in Iran, incastrato in un teschio vecchio di quasi 5.000 anni (vedi "L'occhio finto più antico del mondo"). Questo nuovo ritrovamento suggerisce invece che gli egizi avessero conoscenze di anatomia e meccanica sorprendemente avanzate per l'epoca.

Com'era impiantata e come funzionava la protesi che aveva la funzione dell'alluce? In questa immagine l'ipotesi dei ricercatori dell'università di Manchester.

31 Luglio 2007

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