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Dietro le quinte della breccia di Porta Pia

La breccia di Porta Pia? Per farla sembrare epica si andò pesanti con il fotoritocco. Ma che cosa accadde veramente a Roma il 20 settembre 1870? E come si arrivò a questo episodio chiave del Risorgimento?

L'apertura della breccia di Porta Pia, il 20 settembre 1870, è un episodio chiave del Risorgimento: sancì infatti l'annessione di Roma al Regno d'Italia e la fine dello Stato pontificio. A spiegarcelo in questa puntata della "Voce di Focus Storia" è Antonello Folco Biagini, rettore dell'Università degli studi di Roma Unitelma Sapienza e docente emerito di Storia dell'Europa Orientale della Sapienza. C'è anche un retroscena poco conosciuto che riguarda quel giorno.

 

Le foto di quell'evento lo raccontano come un'impresa epica dei bersaglieri e dei fanti dell'esercito italiano, fu un'azione di guerra molto veloce e poco pericolosa, data la scarsa resistenza opposta dai soldati del pontefice. Per farla sembrare più eroica, negli scatti dell'evento i militari e i morti furono quindi moltiplicati a colpi di taglia, copia e incolla. Il fotoritocco digitale non esisteva ancora, ma la propaganda sì. Dopo la presa cominciarono a circolare foto delle mura con soldati e bersaglieri morti o nell'atto di sparare. Si trattava di clamorosi falsi, realizzati ritagliando e duplicando (anche in modo grossolano) gli attaccanti. L'irruzione dell'esercito piemontese (50mila soldati in tutto) in Roma, attraverso la breccia aperta nelle Mura Aureliane accanto alla michelangiolesca Porta Pia, in realtà si era risolta in breve, grazie all'uso dell'artiglieria che aveva aperto la breccia e, appunto, per la scarsa resistenza opposta delle truppe pontificie (che contavano appena 15mila uomini).

 

Focus Storia 168
Dagli antichi Romani ai giorni nostri: secoli di vendette su Focus Storia 168. | Focus

Ma che cosa rappresentò quella presa? Divenne simbolo dell'unità nazionale e del tramonto dei papi-re, ma anche di un traguardo che Cavour aveva vagheggiato dieci anni prima ("Roma sola deve essere capitale d'Italia" disse in un celebre discorso al parlamento sabaudo) e che era sfuggito più di una volta anche a Giuseppe Garibaldi. Il 2 ottobre 1870 un plebiscito sanciva l'annessione degli ex domini papali al Regno d'Italia, con una vittoria dei "sì" resa schiacciante anche dal poco strategico invito della Curia romana all'astensionismo dei cattolici. Nel gennaio 1871 la capitale d'Italia si trasferiva da Firenze a Roma.

 

Per saperne di più su questo capitolo della storia del Risorgimento, ascolta la puntata della Voce di Focus Storia con la partecipazione di Antonello Folco Biagini.

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20 settembre 2020 | Anita Rubini