Breve storia della carta igienica

Lunga, resistente, morbida. Si direbbe che sia sempre esistita, ma la sua storia non è così antica (almeno in Occidente). Bisogna aspettare la fine dell'800 per la prima, vera carta igienica.

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Il ciclo d'uso della carta igienica tratta da questa gallery di verità "scomode". |

Fareste a meno della carta igienica? A meno che non siate ecologisti incalliti (o incredibili zozzoni), la risposta è no. Eppure i rotoloni soffici, morbidi e resistenti come li conosciamo non esistono da sempre.

 

Dalla sabbia al rotolo. Dopo aver usato il gabinetto (un foro praticato in una roccia piatta), l’uomo del neolitico si detergeva nel più vicino ruscello. Ma gli archeologi non dicono cosa facesse nel gelo dell’inverno. Probabilmente foglie, ramoscelli, sassi non appuntiti.

 

Gli egizi si pulivano, sembra, con sabbia intrisa di oli profumati, mentre i popoli arabi e indiani si servivano della mano sinistra (ancora oggi è un insulto toccare un arabo o porgergli un oggetto con la sinistra, considerata impura). Si sa relativamente molto dei ricettacoli che i popoli antichi usavano per i loro bisogni, ma molto poco di come ci si pulisse dopo.

 

Pionieri della pulizia intima furono ancora una volta gli orientali: la prima apparizione di carta usata per pulirsi "lì" risale al XIV secolo, nella Cina dell'imperatore Zhu Yuanzhang. Ma, ahinoi, ci volle mezzo millennio prima che anche gli occidentali abbandonassero foglie, pezzi di vestiti, gomitoli di lana e fogli di giornale per cominciare a trattare con più delicatezza i propri "posteriori".

 

Pezze e carta "innominabile". Nel suo Galateo (1558), monsignor Della Casa prende a esempio di tutto lo sporco le “pezze degli agiamenti”, teli di stoffa appesi nei gabinetti. E, già due secoli prima, nei conventi si usavano pezze ricavate dalle vecchie tonache per pulirsi.

 

Della “carta per usi igienici” si comincia a parlare solo nel Settecento, e con reticenza: era un prodotto “innominabile”, ma nel manico del “ventaglio per signora a doppio utilizzo” erano occultati foglietti di carta igienica. Sempre dal Settecento arrivarono anche i giornali: con la nascita dei quotidiani, "la stampa" ebbe (anche) questa funzione. E fino a pochi decenni fa.

 


I bagni più strani del mondo: due fotogallery (uno e due) da guardare anche quando si si sta per usare la carta igienica

Genio o ciarlatano? Nella sua ricerca Bum Fodder: An absorbing history of toilet paper Richard Smyth racconta che l'inventore della carta igienica è il newyorkese Joseph C. Gayetty. Il benefattore delle nostre parti intime presentò la sua invenzione agli americani negli anni 1850. Mentre la prestigiosa rivista Scientific American ne parlava in termini di «scoperta grandiosa e ineguagliabile» la comunità di medici guardava con sdegno e sufficienza la trovata dell'imprenditore, considerato un ciarlatano poiché sosteneva che la sua Medicated Paper (questo era il marchio) evitasse la comparsa di emorroidi, causate, sempre secondo Gayetty, dall'inchiostro dei giornali comunemente usati per la pulizia intima.

 

In realtà i detrattori non avevano tutti i torti: le emorroidi non furono debellate, ma la Medicated Paper ebbe un grande successo tra i consumatori, che apprezzavano la possibilità di potersi pulire con più delicatezza. Così la carta di Gayetty colonizzò i primi scaffali dei drugstore statunitensi.

 

A strisce. Era venduta in pacchetti di strisce rettangolari, su ognuna delle quali compariva il nome del suo inventore, che per farsi pubblicità dichiarava: "sono delicate come una banconota e robuste come un foglio per appunti", una frase dell'Ottocento che però ricorda i jingle di oggi.

 

A sinistra i primi esemplari di carta igienica occidentali, inventati da Joseph C. Gayetty. Prima dei rotoli, la carta era venduta in pacchetti di strisce rettangolari. |

Incredibile: senza schegge! Da lì alla produzione di massa il passo fu breve: la carta di Gayetty ebbe tanto successo che altre aziende cominciarono a produrne delle imitazioni. Naturalmente si era ben lungi dai confortevoli rotoloni a due, tre, quattro veli di oggi, basti pensare che lo slogan della Northern Tissue dichiarava: "senza schegge" (e siamo nel 1930!).

 


I rotoli fecero la loro comparsa nel 1879, grazie alla Scott Paper Company. La carta a due veli - più facile da sciogliere nel wc - comparve invece nel 1942.

Lusso non scontato. In Europa, ma soprattutto in Italia, la carta igienica venne considerata un lusso fino a Novecento inoltrato. Si racconta che nel 1901, per una visita dei sovrani russi a Parigi, un funzionario del protocollo francese, credendo di usare agli ospiti grande riguardo, avesse fatto preparare per i bagni a loro riservati una speciale carta igienica, che recava stampato lo stemma imperiale russo. Per fortuna i suoi superiori se ne accorsero in tempo, evitando all’ultimo momento la gaffe.

Quanta ne consumiamo? Secondo una ricerca del Worldwatch Institute nel 2005 ogni persona ha consumato in media 3,8 chili di carta igienica, con picchi di 23 chili pro capite in nord America.

Ne faremo a meno? Difficile dire se un giorno potremo farne a meno, ma ci sono dei paesi che vanno in controtendenza. Nel 1980, per esempio, l'azienda Toto ha lanciato il Washlet, che nel 2009 era utilizzato già dal 72 per cento dei giapponesi.


Intanto, ecco qualche consiglio per arginare il problema:
Gli amici dell'ambiente si vedono nel momento del bisogno
La postazione triviale interattiva

 

14 gennaio 2016 | Sara Zapponi