Cultura

La mirabolante storia dei rebus

Da Leonardo ai maestri moderni, come si è evoluta l'antica arte di giocare con le immagini.

"L'amore mi fa sollazzare". Questa frase appuntata da Leonardo da Vinci su una pagina oggi conservata al Royal Library di Windsor è scritta in un modo per i tempi curioso; sul foglio appare l'immagine di un AMO da pesca e un pentagramma in cui sono rappresentate in sequenza alcune note: RE, MI, FA, SOL, LA. Segue la sillaba ZA e un'ultima nota, un RE.

Oltre che scienziato, letterato e artista, anatomista e molto altro, Leonardo era infatti anche un enigmista, e quello appena descritto è uno dei primi rebus della Storia.

Un'arte antica. L'arte di parlare per enigmi in realtà è vecchia come il mondo, o quasi: miti di ogni epoca - come quello di Edipo e la Sfinge - ci tramandano indovinelli e ricerca di ambiguità nello scrivere e nel parlare.

La prima traccia di qualcosa che a noi sembra simile a un rebus risale al III millenio a.C.: è la rappresentazione geroglifica, sopra una stele, del nome del faraone Narmer (primo sovrano della I dinastia dell'antico Egitto) mediante l'incisione di un pesce (nar) e di uno scalpello (mer).

Non è dato però sapere se la soluzione fosse accessibile a tutti o solamente a coloro che rivestivano particolari ruoli religiosi e politici. Ci sono stati infatti diversi momenti storici in cui il rebus fu usato per veicolare messaggi segreti, decifrabili solamente da chi possedeva le "giuste conoscenze".

E oggi? Ai nostri giorni un rebus è considerato di particolare qualità se nasce dalla giustapposizione di disegni che generano nuove parole. Un esempio: la raffigurazione di tre uomini che chiedono l'elemosina (tre mendicanti) può essere letta anche con un significato completamente diverso, quello cioè di melodie eseguite da persone assai stonate: tremendi canti.

Tuttavia sono poche le combinazioni, nella nostra lingua, che permettono di realizzare rebus muti senza lettere. Così è spesso necessario aggiungere lettere, cercando però di inserirne il meno possibile così da non "inquinare" le figure disegnate.

Padre nobile. Il padre italiano del rebus moderno è considerato Giancarlo Brighenti, più noto con lo pseudonimo di Briga. Scomparso nel 2001 è stato l'autore di rebus geniali: fu lui ad avere avuto l'estro di prendere il quadro di Renoir Le déjeuner des canitiers (La colazione dei canottieri, del 1880) e di "deturparne" una riproduzione con due strisce nere per creare, dopo aver apposto sul quadro la lettera T e la lettera R, la frase "terreno irrigato" (T e R Renoir rigato).

13 ottobre 2018 Giuliana Rotondi
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