I nostri antenati attraversarono il Mediterraneo prima di quanto pensassimo

Sull'isola greca di Naxos sono venuti alla luce strumenti in pietra fabbricati 200.000 anni fa da sapiens, Neanderthal e altre popolazioni umane: il passaggio dall'Africa all'Egeo potrebbe essere avvenuto a piedi, durante una fase di abbassamento dei mari.

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La Porta del Tempio di Apollo sull'isola di Naxos: la presenza umana su questa terra potrebbe essere antica 200.000 anni. | Shutterstock

Una nuova scoperta archeologica sull'isola di Naxos, nell'Egeo meridionale, induce ancora una volta a rivedere le teorie sulle dinamiche dell'uscita degli Homo dall'Africa e, in particolare, della colonizzazione di quella parte di Mediterraneo. Nella cava preistorica di Stelida, sulla costa nord-occidentale dell'isola, un gruppo di antropologi e archeologi coordinati da Tristan Carter (McMaster University, Canada) ha riportato alla luce centinaia di migliaia di strumenti e di armi di selce che attestano una presenza continua, per 200.000 anni, di Neanderthal, Homo sapiens e altri ominidi oggi estinti. La scoperta è dettagliata in un articolo su Science Advances.

 

Le nuove tracce di occupazione di questa porzione di Mediterraneo - ritenuta a lungo inaccessibile per i primi umani perché circondata dal mare - sono molto più antiche di quanto ci si aspettasse. La versione oggi più condivisa (ma in continua evoluzione) della storia dei sapiens vuole che i nostri antenati abbiano avuto origine in Africa attorno a 300.000 anni fa e che un'importante migrazione fuori dal continente sia avvenuta attorno a 120.000 anni fa - o anche prima: 194.000 anni fa, come suggerisce un'altra recente scoperta.

 

Un capitolo del tutto nuovo. L'Homo erectus avrebbe affrontato questo viaggio 1,9 milioni di anni fa diffondendosi in Eurasia, dove 500.000 anni fa ebbero origine i Neanderthal. Si parla però pur sempre di migrazioni continentali. Finora si riteneva che le isole dell'Egeo non fossero state occupate, se non a partire da 9.000 anni fa, da antiche popolazioni di agricoltori: le prime realmente in grado di costruire imbarcazioni per spingersi fino a lì. La scoperta dei nuovi utensili prova che questa ipotesi è da ripensare, e che le isole Cicladi (come forse altre nel Mediterraneo) potrebbero raccontare altre importanti pagine della nostra storia.

 

Camminando sull'acqua. Secondo i ricercatori, le arcaiche popolazioni umane potrebbero esserci arrivate a piedi, sfruttando il ritiro dei mari durante le passate ere glaciali. L'abbassamento delle acque potrebbe aver lasciato scoperti "ponti" di terra e aperto nuovi percorsi migratori che non costringevano i nostri antenati a spingersi fino alla Tracia (l'odierna parte europea della Turchia) per raggiungere la Grecia. Esiste anche una (più piccola) possibilità che i sapiens moderni non fossero i soli a possedere abilità abbastanza sofisticate da fabbricare imbarcazioni di fortuna.

 

L'isola di Naxos doveva risultare assai appetibile per l'abbondanza di materie prime; allo stesso tempo, il contatto con un nuovo habitat, diverso per clima, fauna e vegetazione, dovette porre nuove sfide in termini di adattamento. Una recente scoperta archeologica attestava la contemporanea presenza di sapiens e Neanderthal in Grecia continentale 210.000 anni fa. La nuova ricerca sembra andare nella stessa direzione cronologica.

 

30 ottobre 2019 | Elisabetta Intini