Focus

L'impatto sulla dieta della vittoria normanna

La conquista normanna dell'Inghilterra nel 1066 cambiò la scena politica d'Europa, ma non la routine della gente comune (con una sola eccezione).

Normanni in Inghilterra
Una moderna rivisitazione della Battaglia di Hastings. | Shutterstock

Nel 1066, con la Battaglia di Hastings si completò la conquista normanna dell'Inghilterra. Per l'aristocrazia inglese e per le élite al potere nell'Europa del Medioevo, l'ascesa al trono di Guglielmo il Conquistatore rappresentò un evento spartiacque. Ma per la popolazione comune le cose non cambiarono più di tanto, come dimostra uno studio che ha ricostruito un aspetto essenziale della vita quotidiana: l'alimentazione.

 

L'analisi pubblicata su PLOS ONE è di particolare interesse perché mostra un punto di vista diverso da quello riportato nelle cronache nobiliari dell'epoca: i due milioni di persone comuni che vissero in quel cruciale momento della storia non hanno infatti lasciato praticamente nulla di scritto per documentare le loro esperienze.

 

Nessuno scossone di rilievo. Un team di archeologi delle Università di Sheffield, Cardiff e Bristol ha ricostruito la loro versione dei fatti studiando le ossa e i denti di decine di persone vissute in quel periodo, nonché alcuni resti animali dell'epoca e le tracce di cibo trattenute dagli utensili da cucina. Questi vari tasselli hanno permesso di capire che cosa e quanto mangiassero le famiglie comuni negli anni dell'invasione normanna, quali fossero le loro condizioni di salute e le preferenze nella dieta.

 

Le analisi delle ossa di 36 persone vissute attorno a Oxford tra il 900 e il 1300 d.C., nei secoli a cavallo della conquista normanna, ha permesso di escludere gravi e prolungati eventi di malnutrizione: le lesioni ossee come quelle lasciate da scorbuto e rachitismo sono parse rare, e i livelli di proteine e carboidrati assunti sono rimasti costanti nel tempo. Questo significa che le persone comuni nell'Inghilterra del Medioevo non ebbero a che fare con crisi economiche su larga scala, abbandono obbligato delle terre e altri eventi traumatici tali da rendere difficile portare cibo sulla tavola, neanche dopo l'arrivo dei Normanni.

Più bacon, meno formaggi. Qualche periodo di incertezza alimentare si verificò durante la prima fase di transizione, stando all'analisi dettagliata dei denti di alcuni individui, ma fu rapidamente superato non appena raggiunta la stabilità politica. L'analisi isotopica delle ossa di una sessantina di animali ritrovati negli stessi siti, nonché degli acidi grassi rinvenuti sugli utensili da cucina ha svelato un altro particolare interessante: una prevalenza di carni di maiale e di pollo dopo la conquista normanna, una novità per la popolazione abituata a consumare carni di capra, montone e agnello oltre a cavolo e cereali.

 

Negli anni successivi alla conquista, i residui di maiale appaiono più di frequente sulle stoviglie; un riscontro sulle ossa di suino suggerisce che dopo il cambio di dirigenza la dieta di questi animali divenne più abbondante e ricca di proteine animali. L'allevamento di maiali fu dunque intensificato, mentre diminuì il consumo di latte e derivati. Questa aggiunta alla dieta potrebbe aver contribuito a mantenere l'alimentazione ricca e costante anche in anni di instabilità politica.

 

10 luglio 2020 | Elisabetta Intini