In un borgo svedese le tracce di un antico massacro

In Svezia, tra i resti di un villaggio fortificato, le tracce di una spietata carneficina di 1.500 anni fa: corpi trafitti e lasciati a marcire nelle case. Che cosa è successo?

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I resti del forte ad anello di Sandby.|Sebastian Jakobsson

I segni di una strage efferata compiuta nel quinto secolo d. C. sull'isola di Öland, al largo della costa sudorientale della Svezia, sono stati riportati alla luce da un gruppo di archeologi svedesi. Il massacro si consumò nel borgo di Sandby, all'interno di un forte ad anello che veniva utilizzato in caso di pericolo. Ma le mura alte 5 metri non risparmiarono le vite dei 200-250 abitanti che vivevano nei 5 mila metri quadrati da esse delimitati, sparsi in una cinquantina di case.

 

Gli scavi, iniziati nel 2010 e ora descritti sulla rivista Antiquity, hanno rivelato scene di eccezionale violenza. I corpi trucidati di 26 persone di ogni età, bambini e neonati inclusi, si trovavano ancora nelle abitazioni e nelle strade, lasciati a deperire senza sepoltura in un villaggio in cui ogni traccia di vita fu all'improvviso cancellata. Alcune persone furono decapitate, su molte sono venute alla luce le prove di ferite da corpi contundenti, un uomo fu addirittura lanciato nel fuoco nei suoi ultimi momenti di vita.

 

I resti del cranio di uno dei malcapitati abitanti del borgo. | Daniel Lindskog

 

Nemici giurati (ma non predoni). Gli animali furono abbandonati a morire di fame, non prelevati dai misteriosi invasori. Anche i beni delle vittime furono lasciati sul posto: accanto ai corpi gli archeologi del Kalmar Lans Museum (Svezia) hanno trovato oggetti in oro e in argento, tra cui spille e monete di fattura romana, oltre ai resti degli ultimi pasti. Gli autori della strage non erano dunque saccheggiatori, ma popoli ostili mossi da altre intenzioni, forse anche religiose.

 

La punta dell'iceberg. Solo il 6% dell'intero, ricchissimo sito è stato finora studiato: si dovrà lavorare ancora per capire chi possa aver perpetrato una tale mattanza. Un'ipotesi è che la fine di Sandby si sia consumata in un periodo di intense migrazioni e disordini seguito alla caduta dell'Impero romano d'Occidente (476 d.C.), e concomitante con le invasioni degli Unni. L'isola baltica di Öland non fu mai direttamente sotto il dominio romano, ma potrebbe aver risentito degli scossoni dei suoi ultimi istanti: nel migliaio di case distribuite in circa 15 forti - nessuno dei quali fece la fine di Sandby - abitavano forse ricchi mercenari.

 

01 Maggio 2018 | Elisabetta Intini