Le matrone romane e il primo sit-in della storia

Nel 195 a.C. si riversarono per le strade, bloccarono le vie e paralizzarono Roma: chiedevano l'abrogazione di una legge (che penalizzava le più ricche).

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Schiave e ricche matrone protagoniste della serie tv Spartacus: sangue e sabbia.

Il femminismo è figlio dell'età moderna... Eppure già nell'antica Roma le donne scesero in piazza per rivendicare i loro diritti - o meglio, per chiedere di abrogare la legge che li limitava, la lex Oppia.

 

Austerity. La legge era stata proposta dal tribuno della plebe Gaio Oppio nel 215 a.C., un anno dopo la vittoria a Canne del generale cartaginese Annibale. La Repubblica era in una profonda crisi politica e finanziaria e la legge si proponeva di colpire il lusso femminile: stabilì infatti che le donne non potessero possedere più di mezza oncia d'oro (poco più di un grammo), né indossare abiti dai colori vivaci né muoversi in carrozza (se non per partecipare a cerimonie religiose).

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Toeletta mattutina di una matrona romana, nell'antica Roma. Allora le donne erano sottomesse ai mariti: non lavorando e non facendo politica, il solo modo che avevano per distinguersi erano gli ornamenti. Anche per questo la Lex Oppia risultò particolarmente invisa.

Sit-in. A 20 anni di distanza, sette anni dopo la sconfitta definitiva di Annibale a Zama, che ragione c'era di tenere la legge in vigore? Così due tribuni della plebe, Marco Fundanio e Lucio Valerio, ne proposero l'abrogazione.

 

In Senato si aprì uno scontro tra chi era favorevole ad abrogare la legge e chi voleva conservarla.

 

Nel frattempo le donne si fecero sentire riversandosi nelle strade, chiedendo che la proposta fosse discussa nel Foro, davanti a loro. Non solo: bloccarono le vie avvicinando gli uomini ed esortando consoli e funzionari a sostenere la loro battaglia.

 

Il giorno dopo un numero ancora maggiore di donne andò a casa di due tribuni contrari all'abrogazione facendo un sit-in dimostrativo.

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Catone il Vecchio (234-149 a.C.), detto "Il Censore" per la sua politica conservatrice e votata all'austerity. Vedi com'era organizzata la famiglia nell'antica Roma.

L'ala coservatrice. La notizia in Senato fu accolta con sgomento: le donne che protestavano vennero definite "incontrollabili" e "creature selvagge". Catone il vecchio, detto anche "il Censore" per le sue idee conservatrici, definì l'evento "un'insurrezione di matrone in preda al panico". E avvertì il Senato di un possibile rischio: le donne avrebbero potuto rimettere in discussione le leggi fatte dagli antenati, che le avevano rese sottomesse ai loro mariti. Insomma, cedere poteva rappresentare un pericoloso precedente.

 

Non fu ascoltato, e la legge venne abrogata. Correva l'anno 195 a.C.

12 Gennaio 2018 | Giuliana Rotondi