Il più antico disegno attribuibile all'Homo sapiens: ha 73 mila anni

In una caverna del Sudafrica è venuta alla luce una rappresentazione astratta con linee incrociate disegnate in punta d'ocra. Precede le altre di 30 mila anni e potrebbe avere (ma il condizionale è d'obbligo) una valenza simbolica.

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Il più antico disegno di un umano di cui si abbia traccia: linee incrociate disegnate su pietra con una punta d'ocra (un pigmento estratto da terre rosse).|Craig Foster

Una serie di linee rosse tratteggiate e incrociate tra loro campeggia su una pietra silicea, piatta: potrebbe essere questo il più antico disegno di sapiens mai ritrovato. Il motivo astratto è stato scoperto su una roccia piatta che componeva le pareti della Blombos Cave, una grotta a circa 300 km da Città del Capo, in Sudafrica, abitata in vari momenti dell'Età della Pietra, e già da 100 mila anni fa.

 

Arte tra le rocce. Il disegno (che potete ammirare anche in questa animazione) è stato individuato da Luca Pollarolo, archeologo dell'Università di Witwatersrand (Sudafrica), mentre analizzava migliaia di simili schegge silicee estratte dalla grotta. Risale a 73 mila anni fa e predata ogni precedente rappresentazione ascrivibile ai sapiens trovata in Africa, Europa e Sudest asiatico di almeno 30 mila anni. Nella stessa Blombos Cave erano state recentemente trovate pietre di ocra rossa con incisioni simili ai moderni "hashtag", lasciati circa 100 mila anni fa.

 

La scoperta ha sollevato una serie di domande: le linee furono tracciate intenzionalmente, o facevano già parte della matrice della roccia? Se la prima ipotesi è corretta, con che cosa furono realizzate? E a quale scopo?

 

Particolari e schema delle linee tratteggiate che compongono il disegno. | D'Errico/Henshilwood/Nature

A matita e su un supporto liscio. Francesco d'Errico, archeologo del PACEA lab all'Università di Bordeaux, e secondo autore del lavoro, pubblicato su Nature, ha esaminato la pietra al microscopio elettronico e con spettroscopia. Ha concluso che le linee sono state "applicate" alla roccia in un secondo momento, utilizzando una punta di ocra dello spessore di 1-3 millimetri, come fosse una matita.

 

Il disegno fu eseguito su una pietra liscia, ma ulteriormente levigata a mano per l'occasione, e doveva continuare su pezzi di roccia andati persi, perché sembra interrompersi bruscamente ai lati. Il team è giunto a queste conclusioni dopo aver provato varie tecniche pittoriche e di tratteggio per confrontare i risultati col reperto originale.

 

Le precedenti scoperte. Prima di questo ritrovamento, gli archeologi paleolitici erano convinti che i primi disegni attribuibili ai sapiens fossero stati tracciati attorno a 40 mila anni fa, dopo il loro ingresso in Europa. Ma prima di allora? Le più antiche incisioni di cui si abbia conoscenza sono state trovate su una conchiglia d'acqua dolce nell'isola di Giava, in uno strato archeologico di 540 mila anni fa. Altre rappresentazioni in tre caverne della penisola iberica risalgono a 64 mila anni fa e furono eseguite quindi da mani Neanderthal. I tratti d'ocra sudafricani appena ritrovati sembrerebbero quindi i più antichi "disegni a matita" compiuti da sapiens, ma non le più remote raffigurazioni in assoluto.

 

pensiero simbolico? Più difficile dire se si trattò di uno scarabocchio o di una rappresentazione simbolica, collegata a precise categorie della cultura materiale. Di simboli e della loro trasmissione è pervasa la storia umana, ma non è semplice stabilire quando essi siano entrati a far parte in modo permanente dei pensieri dei nostri antenati. Il rischio è di interpretare con parametri moderni quelli che per i sapiens di un tempo potevano essere semplici e casuali scarabocchi (come era stato in precedenza ipotizzato per le stesse incisioni di Blombos Cave).

 

Tuttavia, se un indizio non fa una prova, quelli accumulati nella grotta sudafricana iniziano a diventare tracce consistenti. I tratti disegnati "a matita" su pietra liscia ricordano quelli del "cancelletto" inciso su pietra d'ocra, seppur su un altro supporto. Se di scarabocchio si trattò, fu però un segno reiterato più volte, con tecniche diverse, in una sorta di antichissima "produzione multimediale". Nello stesso strato archeologico sono inoltre venute alla luce piccole perline ricoperte di ocra, un'altra possibile forma di produzione artistica di valore simbolico.

 

13 Settembre 2018 | Elisabetta Intini