Storia

I Vichinghi usavo le pietre come bussole

Ai patiti del navigatore satellitare non verrebbe mai in mente di usare dei cristalli per orientarsi. Eppure è proprio così che i Vichinghi solcavano i mari, utilizzando la "nonna" di bussola e compasso magnetico. Recentemente, alcuni ricercatori ungheresi hanno scoperto l’esistenza di alcune “pietre solari”, utilizzate per poter navigare in sicurezza anche quando il sole era oscurato dalla nebbia o dalle nuvole. Sono particolari prismi di Cordierite, una roccia magnetica che sfrutta la polarizzazione della luce naturale e cambia colore a seconda dell’inclinazione del sole. I marinai nordici la usavano per guardare il cielo, comesi fa di solito con i vetrini che servono a osservare le eclissi solari. Dalla rifrazione e dal colore della pietra, erano così in grado di ricavare la posizione del sole e, quindi, i punti cardinali.
La scoperta pone fine a una diatriba durata decenni: sebbene l’utilizzo delle pietre solari fosse un’ipotesi di qualche decennio fa, non erano mai stati ritrovati reperti e le uniche testimonianze rimanevano le saghe epiche e alcuni diari di bordo.
Potrebbe così essere svelato uno dei misteri più oscuri sugli uomini del nord, che a cavallo dell’anno Mille sono riusciti ad esplorare buona parte del Mar Artico e dell’Oceano Atlantico.

Nella foto: due piccole imbarcazioni vichinghe ritrovate in Norvegia

12 febbraio 2007
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