I servizi dei Romani non erano poi così igienici

Una ricerca inglese rivela che il livello di parassiti nell'antica Roma era altissimo. Nonostante l'attenzione modernissima per la pulizia.

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Antiche latrine romane a Èfeso, nell'odierna Turchia.|Michael Nicholson/Corbis

Gli antichi non erano così puliti come si è sempre pensato. Lo afferma una ricerca archeologica condotta dall'Università di Cambridge che mette in luce come il livello dei parassiti presenti durante l'epoca della Repubblica (tra il 500 a.C. e il 30 d.C.) fosse più alto rispetto a quello stimato 500 anni prima, ancora in piena età del ferro.

una civiltà attenta all'igiene. I servizi igienici dell'antica Roma sono sempre stati citati come esempio di pulizia e simboli di una civiltà moderna e attenta alle esigenze dei cittadini. Si parla di bisogni pratici, ma anche di piaceri: i vespasiani, i bagni pubblici, gli acquedotti e le terme su tutti. Nello specifico, i servizi igienici di duemila anni fa comprendevano latrine pubbliche multiseduta e sistemi fognari efficiente, e in generale c'erano leggi pensate per tenere le città pulite da spazzatura ed escrementi.
 


Cade un mito? Ora questa ipotesi è meno sostenibile. La ricerca inglese, pubblicata su Parasitiology, ha preso in esame i resti di vari scavi, soprattutto antiche latrine, tombe, tessuti, pettini e fossili di feci, per andare a caccia di tracce di parassiti. Le conclusioni riportano della presenza di un alto numero di agenti patogeni nell'intestino del cittadino medio romano.

 

Una serie di vermi intestinali, tra cui Entamoeba histolytica, proliferavano fino a provocare regolari attacchi di dissenteria e persino la morte. Anche gli ectoparassiti, come zecche e pidocchi, erano gran frequentatori dei cittadini romani, più o meno quanto in epoca medievale, quando il lavaggio del corpo era un'abitudine più rara.

Un mistero medico. La storia della pulizia è complessa e la ricerca universitaria non riesce a spiegare la ragione di questa diffusione dei parassiti in un mondo in cui l'acqua potabile e le pratiche quotidiane erano così avanzate rispetto alle altre popolazioni. Il coordinatore della ricerca, Piers Mitchell, ipotizza diverse cause. La prima potrebbe risiedere in bagni in cui non c'era sufficiente ricambio d'acqua (non tutti i servizi avevano lo stesso livello di pulizia). La seconda viene attribuita al mancato compostaggio delle feci per il successivo uso come fertilizzante nei campi: questo avrebbe permesso alle uova dei parassiti di sopravvivere e trasferirsi sulle piante alimentari.

 

La terza ipotesi, infine, riguarda un cibo chiamato garum: era una salsa fatta di pesce, erbe, sale e altre spezie che, lasciata fermentare al sole, era una vera e propria dispensa per i parassiti, che hanno poi potuto colonizzare l'intero Impero.
 

 

14 Gennaio 2016 | Martino De Mori