Storia

L'arte rupestre svela i segreti della caccia marina

Nuovi pittogrammi rinvenuti in Cile svelano come facevano le popolazioni indigene di 3.500 anni fa a cacciare balene e altri animali marini di grandi dimensioni.

La caccia alla balena è antica, ma per le tribù di cacciatori-raccoglitori del passato non era un'impresa semplice. Occorrevano arpioni, zattere e soprattutto strategia, tecnologie e abilità ben conosciute dalle tribù indigene del Sud America già nel 1500 a.C.

Lo confermano centinaia di nuovi pittogrammi scoperti a Izcuña, in Cile, risalenti a 3.500 anni fa, analizzati in uno studio dal ricercatore Benjamín Ballester (La Sorbona, Parigi) e pubblicato sulla rivista Antiquity.

Incisioni rupestri a Izcuña (Cile)
Immagini del sito archeologico di Izcuña (Cile) risalenti al 1500 a.C. circa. © Benjamin Ballester, Équipe Ethnologie Préhistorique, Université Paris 1 Panthéon-Sorbonne

Caccia grossa. Gli archeologi nel sito di Izcuña hanno trovato 328 pittogrammi, suddivisi su 24 diversi blocchi di roccia. Tutti illustrano scene di caccia marina dando indicazioni utilissime per capire come avveniva questa pratica, così diffusa in quel lembo di terra stretto tra l'oceano e il deserto di Atacama.

Gli uomini prendevano il largo nelle acque dell'Oceano a bordo di piccole imbarcazioni, armati di arpioni e di altri arnesi sofisticati: studi precedenti citati nella pubblicazione avevano confermato infatti che la tecnologia di caccia, ai tempi, prevedeva anche reti e ami da pesca ottenuti con conchiglie, spine di cactus e ossi.

Si fa così! Le incisioni di Izcuña, seppur degradate dall'umidità, danno poi informazioni importanti, difficili da reperire tramite altre fonti archeologiche: ad esempio, i pesci raffigurati sono sempre molto più grandi degli uomini. Ciò conferma che, nonostante le attrezzature non proprio all'avanguardia, la caccia marina veniva fatta e si riuscivano a prendere prede di grandi dimensioni.

L'equipaggio delle imbarcazioni raffigurate non è mai numeroso: la caccia grossa, molto probabilmente, era dunque una pratica solitaria, individuale o riservata a pochi "specialisti" del settore.

El Medano style. Gli studiosi hanno ricondotto i pittogrammi di Izcuña alle incisioni rupestri trovate già all'inizio del Novecento nella valle di El Médano, diversi chilometri a sud di Izcuña: ad accomunarle è lo stile pittorico stilizzato ed espressivo e l'utilizzo di ossido di ferro, che dà ai pittogrammi il caratteristico colore rosso.

24 febbraio 2018 Giuliana Rotondi
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