I cosmonauti perduti

La storia delle prime missioni spaziali segrete sovietiche raccontata attraverso le drammatiche registrazioni dei radioamatori italiani. Dalla prima missione dello Sputnik (un successo) al rantolo di un cosmonauta morente (una tragedia rimasta segreta).

All'inizio dell'era spaziale, tra la fine degli Anni '50 e i primi Anni '60, diversi radioamatori di tutto il mondo si appassionarono all'intercettazione dei segnali trasmessi dai primi satelliti artificiali e, in seguito, delle comunicazioni dei primi cosmonauti. Molti, per esempio, registrarono il “bip-bip” dello Sputnik 1 e poi la voce di Jurij Gagarin. A Torino, però, i due fratelli Achille e Giambattista Judica Cordiglia intercettarono anche qualcos'altro: voci e suoni di presunti cosmonauti sovietici che avrebbero preso parte a missioni segrete, apparentemente finite in tragedia. Tra le registrazioni più clamorose vi sono quella del battito cardiaco e del rantolo di un cosmonauta morente, quella di un disperato messaggio di SOS in alfabeto morse lanciato da qualcuno in procinto di perdersi nello spazio, e quella di una voce femminile che sembra appartenere a una cosmonauta che si è probabilmente disintegrata nel rientro sulla Terra. In questa pagina potete ascoltare le registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia e di altri radioamatori e, in esclusiva, le registrazioni effettuate da Mario Del Rosario, di Lanciano (Ch), una delle quali riferita allo stesso “rantolo” registrato dai fratelli Judica Cordiglia.

 

 

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04 Ottobre 2012