Storia

Homo sapiens: le tacche su un osso dimostrano come si confezionavano i vestiti nella preistoria

Su un frammento osseo di 39.600 anni fa trovato in Spagna sono state individuate strane tacche: veniva forse usato come base per bucare strisce di pelle che i sapiens poi indossavano.

In sé l'oggetto non è tanto apparente: un frammento d'osso piatto di bufalo o di cavallo selvatico, con diverse tacche. Ma queste piccole impronte coniche indicano che si trattava del supporto su cui bucare pelli per fare vestiti. Il reperto ha 39.600 anni, viene dalla Spagna, ed è attribuibile all'Homo sapiens.

Secondo un articolo pubblicato su Science Advances, gli studi condotti da Luc Dyon, dell'Università di Bordeaux, portano la prova indiretta più antica di confezionamento di vestiario, che allora era in pelle. Nel clima freddo europeo era necessario vestirsi.

Su misura. Che l'Homo sapiens usasse coprirsi di pelli era stato verificato dal Max Plank Institute con l'analisi di strumenti specifici per la loro lavorazione ritrovati nella grotta di Contrebandiers, sulla costa atlantica del Marocco, risalenti a circa 120 mila anni. Prove indirette, perché le pelli deperiscono velocemente e non è normalmente possibile rinvenirle (bisognerebbe che si conservassero in una torbiera).

Anche l'osso di supporto spagnolo è una prova indiretta, ma in questo caso indica un vero e proprio confezionamento di vestiario in pelle. Le sue tacche circolari di registro indicano infatti una cucitura di pelli molto stretta e accurata, tale da suggerire vestiti ben confezionati, non semplici coperture a mantello o legate insieme in qualche modo.

Con un procedimento di archeologia sperimentale, dove si ricostruiscono strumenti e se ne studiano funzioni ed effetti sui materiali, i ricercatori hanno ottenuto tacche identiche impiegando un osso simile all'originale come supporto per perforare pelli o cuoio.

Ago e tendine. Il reperto archeologico proviene dal sito di Terrases de la Riera dels Canyar, vicino Barcellona, e presenta 28 segni di punzonatura distanti quasi tutti in modo regolare, 5 millimetri l'uno dall'altro. Dal tipo di rientranze presenti nell'osso si evince che furono utilizzati in tempi diversi differenti bulini per perforare la pelle.

I bulini erano piccoli e sottili utensili di pietra. La tecnica era quella della percussione indiretta, ancora usata dai calzolai e nelle società primitive per perforare il cuoio. Il filo, di origine vegetale o un tendine di un animale, era legato intorno a un ago di pietra o di osso che veniva infilato nei buchi già predisposti nella pelle per fare la cucitura.

E POI ARRIVARONO I TESSUTI. E i vestiti di stoffa? I più antichi frammenti di stoffa risalgono a 10mila anni fa, quando l'uomo aveva scoperto l'agricoltura ed ebbe a disposizione le fibre vegetali della canapa e del lino.

Il più antico vestito di lino fu ritrovato in una mastaba di Tarkhan, in Egitto, e risale a circa 5mila anni fa.

4 maggio 2023 Franco Capone
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