Storia

È mai stato mandato in guerra un finto esercito fatto di manichini, gonfiabili ed effetti speciali?

The Ghost Army fu un finto esercito che aiutò gli Alleati a vincere la Seconda guerra mondiale. A colpi di armi gonfiabili, altoparlanti, lampi e botti per ingannare i nazisti. Ecco come ci sono riusciti.

Un finto esercito in guerra? Ebbene sì, è esistito, si trattava della 23a divisione dell'esercito americano soprannominata anche The Ghost Army ("esercito fantasma"). Il finto esercito partecipò a innumerevoli missioni durante la Seconda guerra mondiale durante le quali fece credere con una serie di trucchi che gli Alleati avessero sul campo truppe fino a trenta volte più numerose di quelle effettivamente presenti. La sua esistenza è rimasta a lungo segreta e solo nel 2022 il Congresso degli Usa gli ha conferito la medaglia d'oro.

SI VA IN SCENA! Fondato il 20 gennaio 1944, il Ghost Army ebbe il suo battesimo del fuoco lo stesso anno, sbarcando in Normandia il 6 giugno. Era composta da oltre 1.100 uomini: tra le sue fila, però, non c'erano soldati ma artisti, pubblicitari, esperti del suono, attori, architetti e scenografi provenienti da 46 Stati Usa.

Il loro principale obiettivo era infatti confondere i nemici simulando due intere divisioni (qualcosa come 30mila uomini). Come? Utilizzando armi gonfiabili (carri armati, jeep, camion e aerei), tutte dipinte abbastanza realisticamente da ingannare le pattuglie di ricognizione aerea naziste. Venivano utilizzati anche dei manichini da paracadutare per far credere ai nazisti di essere invasi.

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Del finto esercito statunitense che ingannò la Germania di Hitler si parla anche su Focus Storia 198. Ci si può abbonare a prezzi molto convenienti! © Focus Storia

COME SU UN SET. A rendere ulteriormente realistica la loro entrata in scena era la riproduzioni di rumori che simulavano i cingolati in azione e le truppe in movimento. Non solo: i soldati montavano tende, accendevano fuochi, stendevano il bucato e lasciavano sul terreno tracce di cingolati, proprio come se fossero accampati in attesa di entrare in azione. A volte si travestivano da militari di varie divisioni, cambiando i distintivi sulle uniformi e recandosi nei caffè dei paesini per ingannare eventuali informatori dei tedeschi.

Parteciparono a una ventina di missioni che consentirono di salvare molte vite umane, ma al termine del conflitto, il Ghost Army si sciolse e i suoi membri ricevettero l'ordine di non parlare della loro attività. Solo nel 1985 si cominciò a parlare del loro ruolo nella vittoria degli Alleati fino alla medaglia d'oro conferita dal presidente Joe Biden.

Il distintivo del Ghost Army che fu realizzato dopo la guerra.
Il distintivo del Ghost Army che fu realizzato dopo la guerra. © Institute of Heraldry

ILLUSIONI DI GUERRA. The Ghost Army era nato sul modello dell'Operazione Bertram, una serie di inganni visivi con cui i britannici avevano fuorviato i tedeschi sulla data e sul luogo dell'attacco poi sfociato nella Seconda battaglia di El Alamein (1942). Ma non era la prima volta che si tentava di confondere il nemico con dei "trucchi di guerra": i giapponesi usarono sagome di legno, i tedeschi (nel primo conflitto mondiale) autovetture camuffate da autoblindo, i francesi tentarono di ingannare gli aviatori tedeschi con cingolati di rami intrecciati.

Gli inglesi arrivarono persino a reclutare un illusionista, Jasper Maskelyne, che fece realizzare nel deserto un finto porto di Alessandria d'Egitto, le cui luci si spegnevano all'arrivo degli aerei tedeschi inducendo i piloti a credere di trovarsi sull'obiettivo.

21 aprile 2023 Anita Rubini
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