Quando a Mosca c'era Michail Gorbačëv

11 Marzo 1985: Michail Gorbačëv (traslitterato anche come Gorbaciov nella versione meno corretta ma più diffusa) viene eletto Segretario generale del Comitato centrale del partito comunista sovietico. Il mondo non sarà più come prima. Ecco la storia dell’ultimo leader dell'Unione Sovietica, icona del Novecento, padre della perestrojka, della fine della guerra fredda e del processo di democratizzazione che ha portato alla disgregazione dell'Urss.

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Trent'anni fa, l'11 marzo 1985, alla morte di Konstantin Chernenko, Mikhail Gorbačëv iene eletto Segretario generale del Comitato centrale del partito comunista sovietico. Il discorso di insediamento non si discosta molto da quelli dei suoi predecessori. Ma a differenza dei suoi predecessori, Gorbačëv (traslitterato anche come Gorbaciov nella versione meno corretta ma più diffusa) è molto più giovane: ha solo 54 anni. E le novità, le riforme e la sua leadership innovatrice e moderna verrà più tardi. Ecco la sua storia e la storia della sua rivoluzione che portò alla caduta del muro di Berlino, alla fine della Guerra Fredda e all'implosione del regime comunista sovietico.

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Gli ultra-quarantenni occidentali lo ricorderanno come colui che ha messo fine alla guerra fredda, i trentenni come un simpatico signore con una strana macchia sulla testa, onnipresente nei TG della loro infanzia, mentre ai più giovani il suo nome evocherà tempi ormai archiviati. La popolazione russa invece si divide ancora tra chi lo ha amato (pochi) e chi lo ha odiato (tanti), chi lo considera un pioniere e chi lo accusa di avere messo fine alla superpotenza sovietica. Qualunque cosa ne pensiate, Gorbačëv ha rappresentato uno dei cambiamenti epocali del Novecento.
In questa foto dell'aprile 1986 Gorbačëv si congratula con il leader della Germania dell'Est Erich Honecker per la sua rielezione. In seguito l'iddilio tra i due leader si incrinò quando Honecker non seguì il processo di riforme portato avanti da Gorbačëv in URSS.

1941

La vita di Michail Sergeevič Gorbačëv inizia nel villaggio di Privol'noe, il 2 marzo 1931. La madre, Marija Panteleevna Gopkalo era contadina in una fattoria collettiva, mentre il padre, Sergej Andreevič Gorbačëv, lavorava come trattorista. Di ritorno dalla guerra Sergej Andreevič insegnò tutti i segreti del mestiere al giovane Michail, che cominciò a lavorare con dedizione come operatore di trattori, cosa che gli valse, a diciassette anni, l'Ordine della Bandiera rossa al lavoro.
Del suo villaggio, Gorbačëv ricordava: «La gente delle nostre parti era socievole, aperta e capace di mediare, dal momento che la concordia tra persone di etnie diverse costituiva il presupposto principale per una pacifica convivenza nel Caucaso settentrionale» (Ogni cosa a suo tempo, M.G.).
La famiglia di Gorbačëv visse la terribile carestia del 1933 e subì negli anni Trenta le tristi consuetudini del regime staliniano (uno dei nonni fu deportato in Siberia, l'altro processato per trockismo)

1950

A scuola si era dimostrato un ragazzo brillante, per questo dopo il diploma Michail si trasferì a Mosca per frequentare l'Università. Gli anni da studente segnarono l'inizio della sua attività politica all'interno del Komsomol, l'organizzazione giovanile di partito. Sempre durante gli studi universitari, Gorbačëv conobbe Raisa, con cui si sposò nel 1953 e che lo accompagnò per il resto della sua vita.

Nel 1955 si laureò in legge e si trasferì con Raisa a Stavropol', dove cominciò a lavorare per la Procura locale e poi nel comitato territoriale del Komsomol. L'ascesa politica lo portò, nel 1970, a ricoprire l'incarico più importante sul territorio, quello di primo segretario del comitato territoriale del PCUS di Stavropol', a soli trentanove anni. Lo stesso anno entrò a far parte del Comitato Centrale del PCUS.

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Negli anni ’80 diventa la seconda carica della gerarchia sovietica e questo gli permette frequenti viaggi all’estero. Gli incontri con i leader di altri Paesi (qui con Margaret Tatcher, durante la visita in Gran Bretagna del dicembre 1984) costituiranno la base di ottimi rapporti diplomatici.

1985

L'11 marzo 1985, a 54 anni, Gorbačëv diventava segretario generale del comitato centrale del PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica) in un paese in difficoltà, economicamente stagnante e politicamente arretrato. Da subito si fece pioniere di un forte messaggio di cambiamento su entrambi i fronti, che aveva come capisaldi la ripresa economica e la rinascita morale del partito e della società. Dopo la rivoluzione, lo stalinismo, il disgelo e la stagnazione, il 1985 segnò l'inizio di quella che sarebbe passata alla storia come l'epoca della perestrojka (ricostruzione) e della glasnost' (trasparenza).

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Ciò che rese Gorbačëv assai popolare in Occidente fu la volontà di accantonare la rigidità dell'ideologia sovietica. Poco dopo essersi installato al vertice del partito incontrò l'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan per discutere la riduzione degli arsenali nucleari installati in Europa. Anche i rapporti con i paesi europei migliorarono notevolmente e "Gorby", come ormai veniva chiamato da tutti in occidente, incontrò negli anni successivi diversi capi di stato, tra cui Bettino Craxi nel maggio del 1985 e Ciriaco De Mita nel 1988.

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Parallelamente all'azione diplomatica, Gorbačëv incontra anche i dirigenti dei partiti comunisti europei. Nel 1987 riceve una delegazione del Partito Comunista Italiano (il più forte partito comunista di un Paese della Nato). Nella foto, da sinistra: Alexandr Jakovlev (dirigente PCUS Partito Comunista dell'Unione Sovietica), Giorgio Napolitano (allora dirigente PCI), Alessandro Natta (segretario nazionale PCI), Gorbačëv e Antonio Rubbi (giornalista sovietologo e deputato del PCI).

1989

In questo clima di distensione e allo scopo di ridurre le spese militari, Gorbačëv decise nel 1988 di ritirare le truppe dall'Afghanistan. La decisione venne accolta con favore da molti cittadini sovietici, preoccupati per le sorti dei propri soldati.

Nella foto (2013) alcuni bambini giocano con un carro armato sovietico abbandonato a Kandahar, Afghanistan.

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Uno dei primi provvedimenti di moralizzazione sociale fu la campagna contro l'alcolismo, meglio conosciuta in Russia come "la campagna di Gorbačëv". Iniziò solo due mesi dopo l'arrivo al potere e fu un totale fallimento. Le misure proibizionistiche, tra cui la chiusura dei negozi e la riduzione della produzione di alcol, non fecero altro che incrementare il consumo di surrogati dannosissimi (shampoo, profumi, detersivi) e la produzione di samogon, vodka distillata in casa.

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Conosciuta all'Università, Raisa Gorbačëva (nata Titarenko), accompagnò il marito per tutta la vita, nel privato e nel pubblico. Diversamente da quanto accadeva in precedenza con i leader sovietici, la Gorbačëva appariva sempre a fianco del marito durante i suoi incontri istituzionali. Morì di leucemia nel 1999.

«Io e Raisa abbiamo convissuto quasi cinquant’anni, senza sentirci mai di peso l’uno per l’altra, insieme siamo stati sempre felici. Ci amavamo, ma anche in privato non ce lo confessavamo spesso» (Ogni cosa a suo tempo, M.G.).

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Gli anni tra il 1989 e il 1991 furono i più significativi per la fine della guerra fredda. Gorbačëv e il suo ministro degli esteri cercarono di allacciare con l’Occidente rapporti di collaborazione economica. Anche in vista di questo obiettivo si iscrivono gli incontri diplomatici di quegli anni.

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Proprio all'interno di questo quadro di sviluppo diplomatico e grazie alla diminuzione delle spese militari, Gorbačëv ricevette il 15 ottobre 1990 il premio Nobel per la Pace, con questa motivazione: «per il suo ruolo di primo piano nel processo di pace che oggi caratterizza parti importanti della comunità internazionale».

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Gli anni di Gorbačëv furono un periodo di grandissimo fermento politico e culturale. La maggiore tolleranza del dissenso portò alla pubblicazione di opere fino ad allora proibite e diversi intellettuali in esilio fecero ritorno in Urss. Nonostante il clima più disteso, i problemi non tardarono a manifestarsi. La perestrojka non dava i risultati sperati e le repubbliche baltiche, il Caucaso, l'Ucraina, la Bielorussia, la Moldavia, la Polonia e la Germania socialista rivendicavano indipendenza culturale e sovranità territoriale. Boris Elt'in (italianizzato in Boris Eltsin), allora presidente del soviet supremo della repubblica russa, a sua volta decise di rivendicare la sovranità della Russia sull'Unione Sovietica.

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Dopo la firma del patto di Minsk e del trattato di Alma Ata che decretavano la fine dell'Unione Sovietica, Michail Gorba?ëv rassegnò le dimissioni da presidente dell'Urss.

Ecco il video del suo messaggio ufficiale:

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Insieme a El'cin, Brežnev, Chruščёv e Stalin e Lenin, anche Gorbačëv si è meritato un posto nell'immaginario collettivo dei russi. La consacrazione ufficiale? Quella che vedete nella foto: una matrëška ad hoc.

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Gorbačëv ha sempre portato avanti il suo impegno negli affari internazionali. Dopo le dimissioni ha fondato la Gorbachev Foundation e la Green Cross International ed è entrato a far parte di alcune organizzazioni no-profit. Ha criticato la politica internazionale degli Stati Uniti e l'autoritarismo di Putin, soprattutto dopo l'elezione di Medvedev.

Gorbačëv è anche azionista del quotidiano russo Novaja Gazeta, per cui lavorava la giornalista Anna Politkovskaja, assassinata a Mosca il 7 ottobre 2006.

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Michail Gorbačëv  è stato molto diverso dai suoi predecessori anche nell'immagine che volle dare di sé stesso, decisamente meno "imbalsamata" dei leader sovietici a cui si era abituati.

Nel 2007 partecipò a una curiosa pubblicità di Louis Vuitton, che vedeva come testimonial, oltre a lui, Scarlett Johannson, André Agassi, Catherine De Neuve e Steffi Graf. La foto pubblicitaria, pubblicata su diversi giornali e riviste italiani e non, rappresenta l'ex leader dell'Urss in un'automobile che viaggia costeggiando il muro di Berlino, accompagnato da una lussuosa borsa Louis Vuitton. Lo slogan recita: «A journey brings us face to face with ourserlves» (Viaggiare ci porta faccia a faccia con noi stessi).

Non era la prima volta che il suo volto appariva in una pubblicità. Nel 1997 Pizza Hut lo fece testimonial di uno spot televisivo insieme alla nipotina.

Trent'anni fa, l'11 marzo 1985, alla morte di Konstantin Chernenko, Mikhail Gorbačëv iene eletto Segretario generale del Comitato centrale del partito comunista sovietico. Il discorso di insediamento non si discosta molto da quelli dei suoi predecessori. Ma a differenza dei suoi predecessori, Gorbačëv (traslitterato anche come Gorbaciov nella versione meno corretta ma più diffusa) è molto più giovane: ha solo 54 anni. E le novità, le riforme e la sua leadership innovatrice e moderna verrà più tardi. Ecco la sua storia e la storia della sua rivoluzione che portò alla caduta del muro di Berlino, alla fine della Guerra Fredda e all'implosione del regime comunista sovietico.