Gino Bartali: perché "Giusto tra le Nazioni"?

Una delle tracce della prima prova della maturità prende spunto dal celebre campione di ciclismo Gino Bartali e dalla sua attività in favore degli ebrei perseguitati a Firenze tra il 1943 e il 1944.

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Gino Bartali col suo rivale di sempre, Fausto Coppi.|WikiMedia

Uno dei temi di attualità proposti nella prima prova scritta della Maturità 2019 (segui lo speciale Maturità su Studenti.it) prende spunto da un articolo su Gino Bartali, nominato "Giusto tra le Nazioni" per aver salvato numerosi ebrei ai tempi delle persecuzioni nazifasciste.

 

Gino Bartali infatti non è soltanto lo sportivo italiano più celebrato in film, serie tv, canzoni o il ciclista leggendario di cui si ricordano le vittorie sportive (tre giri d'Italia e due Tour de France vinti, oltre a quattro titoli di Campione d'Italia). Bartali, durante la Seconda guerra mondiale, si rese infatti protagonista di una serie di rischiose attività in favore di ebrei perseguitati a Firenze, collaborando con il rabbino e l'arcivescovo della città. In particolare, tra il 1943 e il 1944, fece da “corriere” tra l'arcivescovado di Firenze e il convento francescano di Assisi: trasportò (tenendoli nascosti all'interno del telaio della sua bicicletta) i documenti necessari per fornire una nuova identità ai perseguitati, per consentire loro di espatriare. Dopo il conflitto, contribuì con le sue vittorie a scongiurare una guerra civile in Italia.

 

Gino Bartali in una foto del 1950 | wikimedia

Scongiurò la guerra civile. Un articolo di Focus Storia si chiedeva cosa sarebbe successo se non avesse vinto il Tour de France el 1948. Ebbene, le tensioni nel nostro Paese dovute all’attentato a Togliatti, avvenuto il 14 luglio, forse non si sarebbero placate facilmente e, nel peggiore dei casi, l’Italia sarebbe potuta andare incontro a una guerra civile. Il segretario del Partito Comunista Palmiro Togliatti, a cui furono sparati alcuni colpi di pistola da un fanatico anticomunista (Antonio Pallante), sopravvisse, ma in tutto il Paese in poche ore iniziarono violente proteste, sfociate in tumulti e scontri di piazza con la polizia, in cui si registrarono morti e centinaia di feriti.

 

I riconoscimenti. In questo clima di tensione giunse il 15 luglio la vittoria di Gino Bartali durante una tappa fondamentale del Tour de France, evento che contribuì, secondo alcuni in maniera decisiva, a rasserenare gli animi. A riportare la situazione alla normalità aiutarono inoltre nei giorni seguenti i ripetuti inviti alla calma dello stesso Togliatti e una serie di nuove imprese di Bartali, prima del trionfo finale del 25 luglio.

Per le sue imprese fu insignito nel 2005 con la medaglia d’oro al merito civile del presidente della Repubblica italiana e, nel 2013, con il riconoscimento cdi Giusto tra le Nazioni conferito dallo Stato d'Israele. Da cui nel maggio scorso, in occasione della partenza dell'ultimo giro d'Italia da Gerusalemme, ha ricevuto anche la nomina postuma a cittadino onorario.

 

19 Giugno 2019 | Roberto Graziosi