Frammento di Vangelo in una maschera funeraria egizia

Il foglio di papiro contente il testo sacro potrebbe essere stato usato per modellare il rivestimento di una mummia. Ma sono molti i punti controversi dello studio, a partire dal modo in cui il frammento è stato recuperato.

tolemaica
Una mummia egizia recante una maschera realizzata con colla e papiri.|meechmunchie, Flickr

Il frammento di quella che potrebbe essere la più antica copia del Vangelo di Marco, scritto forse nel primo secolo dopo Cristo, è stato ritrovato nella maschera funeraria di una mummia egizia.

 

Secondo Craig Evans, autore della scoperta e professore di studi testamentari presso l'Acadia Divinity College di Wolfville (in Nuova Scozia, Canada), il reperto risalirebbe a prima del 90 d.C., mentre i più vecchi frammenti di vangeli attualmente conosciuti risalgono tutti a un periodo successivo, tra il 101 e il 200 d.C..

 

Perplessità. Se confermata, la scoperta permetterebbe di capire se e come i contenuti del testo sacro siano cambiati nel tempo, ma lo studio è controverso per una serie di motivi. Primo fra tutti, il modo in cui il frammento è stato rinvenuto. Non a tutte le mummie egizie veniva riservata una maschera d'oro: le persone più umili potevano essere sepolte con una maschera fatta di vecchi papiri riciclati, tenuti insieme da colla. È proprio da una di queste che proviene il misterioso frammento evangelico.

 

Tesoro svelato... Utilizzando una tecnica che dissolve la colla, lasciando però intatto l'inchiostro dei papiri, Evans e la sua equipe sono riusciti a recuperare i frammenti utilizzati per modellare la maschera. Sono venuti così alla luce decine di documenti scritti tra i primo e il terzo secolo, lettere d'affari o private, testi filosofici greci e persino frammenti ricopiati di poemi omerici.

 

... a caro prezzo. Peccato che la tecnica usata per recuperare i reperti, distrugga altri reperti: in questo caso, maschere funerarie conservate in musei, e spesso anche la mummia stessa che queste rivestono. Sono in molti gli archeologi che condannano questo metodo, e ci si chiede se il gioco valga la candela.

 

Imbalsamati, liofilizzati, dispersi nello spazio: in tutte le culture ci si preoccupa del “dopo”. In un articolo del numero 267 di Focus vi presentiamo una selezione dei trattamenti post mortem più curiosi.

Guarda l'anteprima del numero e acquista il numero in formato digitale (iOS - Android - Amazon - Zinio (web))

Dubbi cronologici. Si discute anche sulla tecnica di datazione utilizzata, e sulla reale cronologia del reperto. Per Evans, il frammento trovato precederebbe di 150 anni la più vecchia copia di Vangelo di Marco corrente, ma su come ci sia arrivato, lo studioso è stato vago: si sarebbe basato su un misto di datazione del carbonio 14, analisi dello stile di scrittura e datazione degli altri frammenti della stessa maschera. Ancora, sulla ricerca non è uscita nessuna pubblicazione scientifica, ma è previsto qualcosa entro la fine dell'anno.

 

Contenuto misterioso. Per queste ragioni, nulla si sa del contenuto del frammento: l'unica ragione che ha spinto Evans a rompere momentaneamente il silenzio è stata una fuga di notizie sul tema avvenuta nel 2012, che ha spinto il professore a chiarire alcuni punti della fumosa vicenda.

 

21 Gennaio 2015 | Elisabetta Intini