Scatti di guerra

La guerra vista con gli "occhi" dei grandi fotoreporter: dalle trincee delle Ardenne a Kabul.
Leggi anche la storia del giorno più lungo e guarda le foto storiche... un attimo prima o anche 50 anni di foto storiche

2qr1qr3qr4qr5qr6qr7qr9qr8qrfli6fli9fli-12defense-link-2defense-link-1Approfondimenti
2qr

Una piccola abitante di un villaggio francese appena liberato bacia un soldato americano. Ma non fu sempre così, nella loro marcia di liberazione gli americani talvolta incontrarono tra i francesi molta freddezza se non addirittura ostilità.

Durante lo sbarco in Normandia, infatti, gli alleati bombardarono massicciamente la costa, radendo al suolo interi villaggi (come Montebourg, Valognes e molti altri) e causando migliaia di morti tra i civili.

Testi e ricerca fotografica di Franco Severo
Foto: © Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

1qr

Un prigioniero tedesco disinnesca una mina a Omaha Beach, in Normandia, nel 1945. Un anno dopo il D-Day (6 giugno 1944) - termine usato in ambito militare per indicare il giorno in cui partirà l'attacco mentre H-Hour sta per l'ora in cui esso avverrà - la spiagge della Normandia nascondevano ancora centinaia di migliaia di mine, sepolte dalle truppe naziste per boicottare lo sbarco degli alleati. Nelle operazioni di bonifica vennero impiegati numerosi prigionieri tedeschi (come il prigioniero della foto). La foto è stata scattata da Tony Vaccaro, un soldato dell’esercito statunitense, che mosse i primi passi come fotoreporter proprio durante la II Guerra Mondiale.

Foto: © Photo: Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

3qr

Un’anziana di Rochefort, in Belgio, osserva il passaggio delle truppe americane davanti ai resti della sua abitazione colpita dai bombardamenti. E' stato calcolato che durante il secondo conflitto in Europa andarono completamente distrutti un milione e mezzo di edifici e 7 milioni furono pesantemente danneggiati. Per un danno totale di 230 miliardi di dollari. E non fu meno caro il prezzo in termini di vite umane: secondo alcune stime nella Seconda Guerra Mondiale le vittime nel mondo furono circa 55 milioni, tra civili (30 milioni) e militari (25 milioni).

Foto: © Photo: Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

4qr

La notte tra il 15 e il 16 dicembre 1944 al confine tra Belgio e Germania, l'esercito tedesco attaccò gli Alleati, sferrando l'ultimo pesante attacco noto con il nome di Battaglia delle Ardenne (dal nome della foresta nella quale avvenne lo scontro). Nonostante l'inferiorità numerica, la Wehrmacht - l'esercito nazista - riuscì a mettere in difficoltà gli anglo-americani, sfruttanto l'effetto sorpresa, e a rallentare la marcia di liberazione che dalla Normandia si stava muovendo alla volta di Berlino.
Il bilancio delle vittime a fine battaglia fu molto pesante per entrambi: 25 mila morti e 60 mila feriti.

Foto: Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

5qr

Berlino 1948: il Palazzo del Reichstag sede del parlamento tedesco prima e durante la Germania nazista. Oggi il parlamento ha sede nel palazzo del Reichstag, ma si chiama Bundestag.
Il parlamento tedesco nel 1933 fu dato alle fiamme in circostanze poco chiare poco dopo l'elezione di Hitler a Cancelliere. Dell'incendio fu accusato un olandese comunista Marinus van der Lubbe, che dopo il processo fu condannato a morte. I nazisti ne approfittarono per sospendere i diritti civili e avviare la Germania verso la dittatura. Per questo motivo si è sempre sospettato che i nazisti avessero partecipato all'incendio.
 
Foto: © Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

6qr

Un razzo tedesco V-2 in mostra a Rheims, la cittadina francese dove fu firmata la resa tedesca il 7 maggio 1945. I razzi V2 (Vergeltungswaffe 2, arma di vendetta 2) sono in qualche modo gli antenati dei moderni vettori spaziali. I V2 avevano una gittata di oltre 200 km e nei piani nazisti sarebbero dovuti servire ad attacare l'Inghilterra e vincere la guerra. Le cose non andarono così, ma la tecnologia alla base di questi razzi (e uno dei suoi inventori l'ingengnere Wernher von Braun) fu utilizzata dagli Usa per lo sviluppo del programma spaziale che portò allo sbarco sulla Luna.

© Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin

7qr

Lee Miller è una fotografa statunitense che nel giugno del 1944 sbarcò con gli alleati sulle spiagge della Normadia, seguendoli poi durante tutta la marcia di liberazione.
Qui è ritratta in un momento di relax... nella vasca di Hitler, nella sua casa di Monaco.
Nato nei pressi di Linz, in Austria, nel 1889, Adolf Hitler si trasferì a Monaco nel 1913 per evitare la leva obbligatoria nell’esercito Austro-Ungarico. Ma un anno dopo fu arrestato e costretto a presentarsi alla visita di leva. Tuttavia gli andò bene: fu riformato perché troppo gracile.

Foto: © Lee Miller Archives, England 2008.

9qr

Dinard (Francia, 1944): bambini si arrampicano su una jeep per avere del cioccolato. Scene di questo tipo ce ne furono molte in tutta Europa. Ma in questa cittadina (come in altre limitrofe come St. Malò) nell'agosto del 1944 ci furono sanguinosi scontri tra l'esercito tedesco - che tentava di resistere con tutte le sue forze - e gli Alleati che per spezzare la resistenza nazista dovettero bombardare la cittadina, mettendo a dura prova la popolazione.

Foto: © Lee Miller Archives, England 2008.

8qr

Gli alleati non risparmiarono nessuno dei simboli del Terzo Reich: in questa foto Lee Miller racconta il rogo della casa di vacanza di Hitler, data alle fiamme dagli anglo americani nel 1945. La villetta fortificata si trovava a Berchtesgaden, sulle montagne bavaresi a circa 1.000 metri. Sempre in questa zona, nel 1939 Hitler ebbe in dono da alcuni membri del suo partito il cosiddetto Nido dell’Aquila, uno chalet costruito a 1.800 metri di altezza sul Kehlstein.

Foto: © Lee Miller Archives, England 2008.

fli6

Prima Guerra Mondiale. Il soldato austriaco nella baracca sta utilizzando una Blinkgerät: una lampada speciale con cui i militari comunicavano - con l'alfabeto morse - prima della radio, diffusa solo negli anni '40.
Dell'apparecchio esistevano tre versioni: una piccola, una media e una grande. Poteva arrivare a diverse distanze: dai 900 ai 6.000 metri, comunicando anche di giorno.

Foto: © drakegoodman

fli9

Durante la campagana del nord Africa nel febbraio del 1943, c'era tempo anche di fare amicizie particolari: qui un soldato statunitense con la scimmietta Josephine. Iniziata nel 1940, con l'arrivo in Egitto delle truppe italiane, la guerra d'Africa si cocluderà nel 1943 dopo la sconfitta dell'Asse.

Foto: © Franklin D. Roosevelt Library Public Domain Photographs

fli-12

L'avvento degli aerei nei primi anni del ‘900 cambiò radicalmente il modo di fare la guerra. Lo scontro si spostò dai campi di battaglia alle città, coinvolgendo per la prima volta anche la popolazione civile.
L'esordio dei velivoli in guerra però è molto più antico e risale addirittura al 1794, quando durante la Rivoluzione Francese venne usata una mongolfiera per "bombardare" (con colpi di artiglieria) le truppe austriache.
In questa immagine un biplano LVG BII tedesco durante la Prima Guerra Mondiale dopo un atterraggio non proprio perfetto.

Foto: © drakegoodman

defense-link-2

Il capitano Kellie e il sergente Teresa sono due veterinarie dell’esercito statunitense. Qui fotografate in Monrovia (Africa) nel settembre del 2009, mentre stanno operando un cane.
Nell'esercito i veterinari si occupano della salute di tutti gli animali usati o meno dall'esercito: cani, cavalli, muli e addirittura leoni marini e delfini. Questi ultimi vengono utilizzati talvolta per il pattugliamento sottomarino di portaerei e sommergibili.

Foto: © DoD photo by Petty Officer 1st Class Dan Meaney, U.S. Navy. (Released)

defense-link-1

I soldati statunitensi e britannici sono arrivati in Afghanistan nell'autunno del 2001, all'indomani dell'11 settembre, per colpire le basi di Al Qaeda e il regime talebano, accusato di sostenere e nascondere Osama Bin Laden.
Difficile stabilire il numero delle vittime di questa lunga guerra al terrorismo, ci sono solo delle stime. Secondo quelle di Marc Herold, del Dipartimento di Economia all'università del New Hampshire (Usa) le vittime tra i civili sarebbero circa 5.000 - causate soprattutto dai bombardamenti nella prima fase della guerra - e 8.000 le perdite militari tra le forze alleate.
Ma le stime di Herold sono state contestate, anche perché non tengono conto delle "morti collaterali": secondo alcune Ong che operano nel Paese un milione di civili soffrono la fame e la carestia in Afghanistan.
Nella foto: un marines statunitense a Helmand, una provincia dell'Afghanistan.

Una piccola abitante di un villaggio francese appena liberato bacia un soldato americano. Ma non fu sempre così, nella loro marcia di liberazione gli americani talvolta incontrarono tra i francesi molta freddezza se non addirittura ostilità.

Durante lo sbarco in Normandia, infatti, gli alleati bombardarono massicciamente la costa, radendo al suolo interi villaggi (come Montebourg, Valognes e molti altri) e causando migliaia di morti tra i civili.

Testi e ricerca fotografica di Franco Severo
Foto: © Tony Vaccaro / Galerie Bilderwelt, Berlin