E se la bomba di Hiroshima cadesse su Milano?

Una mappa interattiva permette di simulare e quantificare gli effetti dello sgancio di una bomba atomica su un punto qualsiasi del pianeta. Per riflettere e non dimenticare. 

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NukeMap permette di simulare gli effetti dello sgancio di una bomba nucleare su un punto qualsiasi del pianeta.

Quali effetti potrebbe avere una bomba atomica come quella che colpì Hiroshima il 6 agosto di 70 anni fa, se fosse sganciata oggi su Milano, su Roma o su una qualunque altra città del pianeta?


Mappa nucleare. Per permetterci di comprendere a fondo la devastazione che può provocare un simile evento esiste NukeMap, una applicazione per il web che permette di bombardare virtualmente un punto qualsiasi della Terra e vedere su una GoogleMap l’effetto che fa, in termini di numero di morti, ampiezza dell'area rasa al suolo dalla detonazione e area di caduta dell’eventuale fallout radioattivo.

 

Il simulatore permette di scegliere diversi tipi bomba atomica ma anche di selezionare una specifica potenza in kilotoni (un kilotone indica l'energia liberata dall'esplosione di una quantità di tritolo pari a mille tonnellate), l’altezza dell’esplosione e altre variabili.


Giocando con la app si scopre che se la bomba di Hiroshima fosse sganciata oggi sul Duomo di Milano raderebbe al suolo l’intero centro storico della città fino alla circonvallazione interna, provocherebbe ustioni di terzo grado in un raggio di 1,2 km (dal Parco Sempione a Corso Lodi e da Porta Ticinese a Corso Buonos Aires) e si lascerebbe alle spalle 82.000 morti e oltre 250.000 feriti.

 

La madre di tutte le bombe. Il progetto è stato realizzato da Alex Wellerstein, professore di storia della scienza presso lo Stevens Institute of Technology, con l’obiettivo di sensibilizzare le nuove generazioni sul tema delle armi nucleari.

Ciò che fa paura è scoprire che Tsar, una bomba sovietica da 100 Mt e la più potente mai progettata, potrebbe radere al suolo un’area grande quasi come la Toscana, provocare 250.000 vittime e più di 1.100.000 feriti.

 

30 Agosto 2015 | Rebecca Mantovani