Storia

Decine di antichi relitti sul fondo del Mar Nero

Sul fondale povero di ossigeno sono state scoperte almeno 41 navi eccezionalmente ben conservate, compreso un mercantile italiano dei tempi di Marco Polo.

Una flotta di navi di epoche diverse, colate a picco a distanza di secoli l'una dall'altra, riposa nelle profondità del Mar Nero, nel nord della Turchia. I 41 vascelli, databili dall'apice dell'Impero Bizantino (1.000 anni fa) ai tempi più recenti di quello Ottomano, appaiono incredibilmente ben conservati.

Macchine del tempo. Molto spesso i relitti sono infatti scoperti in acque più basse, dove l'impeto delle correnti risparmia soltanto lo scafo. Quelli ora rinvenuti si trovano, invece, in acque profonde anche 1.100 metri, povere di ossigeno, in condizioni che hanno preservato gran parte del legno di cui sono fatte. Di molte è ancora visibile l'architettura del ponte, con i resti di alberi, timoneria e persino funi di bordo.

Trovate per caso. Un team di archeologi del Black Sea Maritime Archaeology Project, guidato dall'università di Southhampton (Gran Bretagna), ha scoperto il tesoro sommerso mentre scandagliava le profondità del Mar Nero per cercare di ricostruire i tempi e le modalità con le quali il livello di questo mare interno tornò a crescere dopo l'ultima era glaciale, che vide il suo culmine 20.000 anni fa.

Un relitto di origine ottomana con il ponte ancora ben conservato. © Rodrigo Pacheco-Ruiz

Un pezzo di storia. Una tecnica chiamata fotogrammetria, che permette di ricostruire fedeli copie 3D dei relitti a partire dalle fotografie scattate da sommergibili, ha consentito di ammirare i reperti nel loro antico splendore. Uno di questi è un mercantile probabilmente italiano del 1300, di una foggia che doveva essere comune all'epoca di Marco Polo. Anche se lo scafo rivestito in ferro si è inabissato a profondità maggiori, si può vedere ancora la prua.

«L'albero è ancora in piedi, con i pennoni sul ponte», racconta Jon Adams, che ha coordinato le ricerche. «Si vedono ancora le sartie e il vasellame di bordo». Il relitto mostra anche alcune interessanti caratteristiche di tecnologia navale dell'epoca, come i timoni ai lati della parte poppiera, un tempo usati per sterzare.

La poppa in legno di una nave ottomana. © Rodrigo Pacheco-Ruiz/Rodrigo Ortiz

Anche i relitti di epoca ottomana, di alcuni secoli posteriori, mostrano dettagli come le decorazioni sulla barra del timone e diverse funi che ancora pendono dal vascello.

Commerciali. Gli archeologi pensano che i relitti siano resti di mercantili: viste la distanza da riva alla quale sono stati ritrovati e le loro buone condizioni, sembra improbabile che le navi siano affondate in battaglia.

21 ottobre 2016 Elisabetta Intini
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