Acquacoltura: il pesce di allevamento vai allo speciale

Da quando l'uomo alleva il pesce?

La risposta non è univoca: da 5.500 anni (i cinesi) oppure da più di 8.000 (gli aborigeni australiani). Ecco gli indizi che rendono difficile la datazione dell'acquacoltura.

_con_h_19.00000019
Australia, scene di pesca (1880).|Coll. S. Kakou / adoc-photos

L'archeologa Heather Builth sostiene che sono arrivati prima gli australiani. Nel 2003 ha scoperto in Australia sudorientale un vasto sistema di stagni artificiali, canali e dighe in cui i gunditjmara, 8.000 anni fa, allevavano e commerciavano anguille.

 

I cinesi perderebbero così il primato di più antichi acquacoltori: per loro si parla del 3500 a.C., anche se i primi scritti che attestano queste attività sono del 1400 a.C. Questa parte di storia racconta che le carpe nuotavano negli stagni vicino agli allevamenti di bachi da seta e mangiavano le loro feci.

 

Aborigeni australiani e cinesi sono comunque in buona compagnia: per gli archeologi, si dedicarono all'acquacoltura molti popoli lontani fra loro, come hawaiani, maya ed egizi.

 

IN ITALIA. Attorno al I secolo i ricchi romani allevavano orate, murene e ostriche. Inizialmente in vasche artificiali, poi nei vivari, ossia bacini litoranei molto simili all'ambiente naturale dei pesci e che diventarono poi modelli per l'acquacoltura europea dei conventi cristiani nel Medioevo.

 


ALIMENTAZIONE - VEDI ANCHE:

 

 

16 Ottobre 2014 | Giuliana Lomazzi