10 cose che (forse) non sai sui compleanni

Quando abbiamo iniziato a festeggiare i compleanni? Chi ha cantato per primo la canzone Happy birthday? Davvero esiste una relazione tra malattie e data di nascita? Cosa dice il paradosso del compleanno? 10 cose da sapere prima di spegnere le candeline.

Lo ha "inventato" Goethe. Secondo Jean-Claude Schmitt, storico francese e autore di L’invenzione del compleanno (Laterza), fu Johann Wolfgang Goethe a «inventare» la celebrazione del compleanno così come oggi la intendiamo, nel 1802 per festeggiare il suo 53esimo compleanno.

Schmitt, ci dice anche che l'arrivo dei compleanni è stato facilitato della Rivoluzione francese, che promosse l’anagrafe statale e i certificati di nascita.

Nell'antichità. Nonostante la festa di compleanno sia così “recente”, le tradizioni che la accompagnano vengono da tempi molto più lontani. Prendiamo ad esempio il dolce: pare sia di origine egizia. Tradizione vuole infatti che in occasione del compleanno del faraone i sudditi festeggiassero con cibi squisiti. Lo stesso facevano i Persiani, che preparavano una torta speciale, riservata al re, da offrire anche alle divinità e ai nobili. Il tutto, però, senza candeline.
Nella Bibbia ci sono due “feste di compleanno”: quella del faraone e quella di Erode. Quest’ultimo, alla fine della sua danza, dona a Salomè (nella foto interpretata da Rita Hayworth in un film del 1953) la testa di Giovanni Battista.

Da dove arrivano le candeline. Secondo alcune ricostruzioni storiche, l'idea di festeggiare il compleanno con le candeline viene dagli antichi Greci. Sarebbero legate al culto della dea della caccia, Artemide, simboleggiata talvolta dalla Luna crescente e dalla sua luce. A lei venivano offerti dolci rotondi, decorati con lumini per renderli, appunto, brillanti come la Luna. Proprio come facciamo noi oggi con le candeline, gli antichi spegnendo quelle luci rivolgevano delle richieste alla divinità: gli antenati dei desideri che accompagnano oggi il “soffio” sulle candeline.

Scoperti anche da marco Polo. Marco Polo scoprì l’usanza alla corte dell’imperatore della Cina, il Qubilai khan festeggiato solennemente nel giorno della nascita, e la descrisse con molto stupore nel Milione, segno che in Italia del medioevo non era una pratica diffusa.

Peraltro i cinesi contano gli anni a partire dal concepimento e arrotondando per eccesso. Quindi i 9 mesi di gravidanza aggiungono un anno rispetto al conteggio occidentale.

Onomastico vs Compleanno. Se in Mesopotamia e in Egitto era importante registrare il giorno della propria nascita perché grazie a quel dato gli astrologi potevano fare l’oroscopo.

I Romani - come gli Egizi e i Persiani - rendevano omaggio soltanto alla nascita di chi era dotato di un certo “pedigree”: per esempio gli imperatori.

Fino al XVI secolo, del resto, pochissimi conoscevano la propria data di nascita.

Nel Medioevo si preferiva festeggiare l'onomastico, finché, come ha spiegato lo storico Giuseppe Galasso, la Riforma protestante mise in discussione il culto dei santi e promosse l’adozione di nomi diversi da quelli canonizzati.

E noi quando abbiamo iniziato a festeggiare il compleanno? Schmitt non ha dubbi: i riti che accompagnano il compleanno (auguri, torta, regali, ecc) videro la luce solo nel XIX secolo, tra la borghesia e le classi agiate. Solo nei decenni successivi l’usanza cominciò a penetrare in tutte le classi sociali, finché nella seconda metà del secolo in Germania nacque la Kinderfest nel dipinto, la festa dei bambini: il piccolo (o piccola) festeggiato veniva svegliato all’alba con una torta decorata di candeline. Una più della sua età, a rappresentare la “luce di vita”: le candeline stavano accese per tutto il giorno e si sostituivano quando si consumavano.

La canzone più famosa. La canzone Happy Birthday nacque nel 1893, quando le insegnanti Mildred e Patty Hill composero il brano, intitolato "Buongiorno a tutti", auspicando che fosse cantato dai bambini di una scuola del Kentucky, all'ingresso in aula. Ma la canzoncina di 6 note, crescendo di popolarità divenne presto Happy Birthday to You.

Un brano - strano ma vero - protetto dal diritto d'autore fino ad almeno dicembre 2016, che è spesso finito in tribunale per dispute autoriali (è stato calcolato che in media garantisca almeno 2 milioni di dollari di ricavi annuali) e che venne cantato in modo molto sexy da Marilyn Monroe al presidente statunitense John Kennedy.

Il giorno con meno compleanni. Secondo uno studio di Amitabh Chandra dell'Università di Harvard sulle date di nascita degli americani (tra il 73 e il 1999), il 29 febbraio (bisestile) è il giorno in cui mediamente nascono meno bambini. Segue il 25 dicembre. Mentre il giorno in cui ne nascono di più è il 16 settembre.

E in Italia? Per il momento abbiamo a disposizione solo statistiche annuali. Nel 2013, secondo l'Istat, è stato settembre il mese con più nati in Italia (46925 nati). Ma il giorno dell'anno in cui sono nati più bambini è stato… il 27 dicembre (1966 nati). Nel 2012, il mese più fecondo era invece stato ottobre (51828) e il giorno col maggior numero di nascite, il 4 ottobre (1949).

La data del compleanno predice le malattie? Uno studio della Columbia University di New York ha identificato molte coincidenze tra il mese dell’anno in cui si nasce e la predisposizione a una serie di malattie. Per esempio, lo studio ci dice che in un caso su 40 di fibrillazione atriale potrebbe essere influente il fatto di essere nati in marzo e di ecchimosi soffrono di più i nati in dicembre. Ma è bene prendere i dati con estteam cautela. Come spieghiamo qui, il perché di queste correlazioni ancora non è stato svelato.

Il paradosso del compleanno. Da quante persone dev'essere formato un gruppo perché almeno due di loro festeggino il compleanno lo stesso giorno? Almeno 23, secondo il matematico Richard Von Mises, che nel 1939 ha formulato il paradosso del compleanno: in un gruppo di 23 persone la probabilità è circa del 51%; con 30 persone supera il 70%, con 50 persone arriva addirittura il 97%. Anche se per arrivare all'evento certo servono almeno 366 persone (367 negli anni bisestili), la teoria delle probabilità ci dice che in realtà ne bastano molte meno.

Lo ha "inventato" Goethe. Secondo Jean-Claude Schmitt, storico francese e autore di L’invenzione del compleanno (Laterza), fu Johann Wolfgang Goethe a «inventare» la celebrazione del compleanno così come oggi la intendiamo, nel 1802 per festeggiare il suo 53esimo compleanno.

Schmitt, ci dice anche che l'arrivo dei compleanni è stato facilitato della Rivoluzione francese, che promosse l’anagrafe statale e i certificati di nascita.