Perché si diceva che "i comunisti mangiano i bambini"?

Ecco com'è nata una delle più longeve "voci" messe in circolazione dalla propaganda anticomunista.

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Un'illustrazione dell'assedio di Leningrado (1941-1944).|Shutterstock

L’accusa di cannibalismo è sempre stata utilizzata per screditare gli avversari. Così, in tempi di guerra fredda si diffuse la diceria secondo cui “i comunisti mangiano i bambini”.

 

Nasceva probabilmente dal fatto che in Russia, nel secolo scorso, vi furono gravi carestie durante le quali si registrarono anche episodi di cannibalismo. Tra il 1921 e il 1923 in Ucraina alcuni bambini vennero rapiti e uccisi spacciandone poi la carne per animale.

E nel 1941, durante l’assedio di Leningrado (che uccise circa un milione di persone), il cannibalismo divenne per alcuni una strategia di sopravvivenza. Ancora più celebre è la storia dell’“Isola dei cannibali” narrata anche dall’omonimo libro di Nicolas Werth: nel 1933, 13.000 “elementi pericolosi” vennero deportati nel cuore della Siberia; quasi tutti morirono, anche uccidendosi tra loro, e gli episodi di cannibalismo erano all’ordine del giorno.

 

 

15 Giugno 2019 | Focus.it