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Storia

Come misurava il tempo l'uomo preistorico?

Il giorno e la notte, i cicli della natura, l'osservazione delle stelle, il "controllo" dell'ombra: l'uomo preistorico aveva una chiara percezione del tempo.

Una tacca su un legno, ogni notte fino alla luna piena. Totale: 28. Così l'uomo preistorico ha misurato il mese. Un conto semplice, basta guardare il cielo. E che, unito alla consapevolezza dell'alternarsi di giorno e notte, ha dato il via alla realizzazione degli strumenti per la misura del tempo, cioè i calendari.

Orologio biologico. Secondo diversi studi, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, l'uomo preistorico aveva una chiara percezione del tempo. Aveva cioè il concetto dell'eterno ritorno e dei cicli della natura. Ciononostante, le stesse osservazioni possono dare risultati diversi: la misura del tempo è un fenomeno culturale. Ancora oggi esistono società che dividono i tempi dell'anno in modo molto diverso dal nostro.

Del resto, la stessa vita è scandita in fasi: nascita, crescita, maturità, vecchiaia e infine morte. E l'orologio biologico è stato probabilmente il primo strumento usato per la misurazione del tempo. Durante la preistoria, gli uomini calcolavano il tempo anche in base ai fenomeni naturali: le migrazioni degli animali, la gestazione, la maturazione di erbe e radici selvatiche. Col passaggio all'agricoltura, nel Neolitico, l'interesse si spostò dagli orologi biologici a quelli cosmici, all'osservazione cioè delle costellazioni e dei pianeti, definendo i primi rudimenti di astronomia che portarono in seguito per esempio ai Decani, usati poi nell'antico Egitto, ovvero ai raggruppamenti di stelle distribuite lungo l'equatore.

Lo zodiaco egizio
Lo zodiaco egizio, con 12 segni e 36 decani (al Museo del Louvre di Parigi). Vedi anche le "10 invenzioni moderne nate nell'antico Egitto". © Wikipedia

Inoltre, osservando il cielo e riflettendo, l'uomo preistorico imparò che, ponendosi con le spalle al sole, proiettava un'ombra. Cominciò a delimitarla ponendo pietre sul sul terreno ed è probabile che, forse mettendo i piedi uno davanti all'altro, misurasse quanti passi fosse lunga, ricavandone (anche se in modo grossolano) quanto tempo mancasse al tramonto.

Il bastone solare. Insomma, il primo segnatempo fu probabilmente uno "gnomone solare" umano. Il primo vero gnomone fu invece un bastone graduato, posto verticalmente sul terreno. Questo strumento è stato utilizzato da tutte le società antiche (Sumeri, Egiziani, Cinesi...), probabilmente proprio perché risale alla preistoria.

Lo gnomone dette origine poi ai quadranti solari (meridiane) e ai giganteschi calendari solari e alle strutture megalitiche presenti in Inghilterra e in molti altri luoghi. Ma solo con l'arrivo delle prime società organizzate ogni popolo istituì davvero il proprio calendario, staccandosi definitivamente dai tempi ciclici della natura. La prima innovazione rivoluzionaria fu forse quella del calendario ebraico: l'invenzione dello shabbat, il giorno del riposo settimanale, non trovava infatti corrispondenti nel mondo naturale.

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Di Bruno Paties. Tratto da Focus Extra n.47, Le origini dell'uomo. Leggi il nuovo Focus in edicola!

8 gennaio 2022
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