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Com'erano gli adolescenti del passato?

Se, causa covid, siete a casa con figli adolescenti e state riscoprendo le gioie e i dolori della convivenza con questa età, sappiate che sì, avete ragione, una volta non era così difficle.

Com'erano gli adolescenti del passato?
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Genitori e figli tutti insieme appassionatamente in casa causa covid. E quando il figli sono adolescenti, la convivenza forzata può diventare un po' più difficile. Avete presente quel lato ribelle che poi  - spiegano gli esperti - serve loro per staccarsi dai genitori e diventare adulti? Ebbene, dato che dobbiamo convivere anche con questa caratteristica dell'adolescenza, togliamoci una curiosità: anche i teenager di una volta erano così ribelli con i genitori, la società e tutto quanto il mondo?

 

Focus 330

Com'erano gli adolescenti del passato? è tratto dall'articolo di Aldo Carioli sull'adolescenza nei secoli, su Focus 330 (aprile 2020), in edicola e in digitale.

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Di certo diventare adulti non è mai stato facile. Ma la differenza più profonda tra adolescenti di ieri e di oggi è proprio questa: la rivolta contro i genitori non era prevista. «Nella Roma antica il pater familias era un'autorità assoluta, che non lasciava nessuno spazio di ribellione ed esercitava il diritto di vita e di morte sui figli, anche da adulti», spiega Gabriella Seveso, docente di Storia della pedagogia e delle istituzioni educative all'Università di Milano Bicocca.

 

Ragazze ribelli. Se questo valeva per i maschi, figuriamoci per le ragazze. Per secoli le adolescenti più riottose hanno subìto punizioni corporali o sono finite in convento, segregate per sempre. Nel 1692, a Salem (Massachusetts), il comportamento inspiegabilmente ribelle di un gruppo di 17-20enni innescò una famigerata caccia alle streghe. Le poche eccezioni non a caso sono passate alla storia: quella dell'influente mecenate del Rinascimento, Isabella d'Este, sposa di Francesco Gonzaga a 16 anni, o quella di Giovanna d'Arco, che, travestita da cavaliere, liberò la città di Orléans dagli inglesi invasori, anche lei a 16 anni.

Gioventù bruciata. «In generale, nel passato l'adolescenza era una fase di adeguamento alla società, non di affermazione della personalità», conclude Seveso. L'immagine del giovane che si contrappone al mondo degli adulti è dunque recente. Ha origine negli anni Venti, ma diventa un fenomeno sociale di massa nel secondo dopoguerra, all'epoca del film con James Dean Gioventù bruciata (1955) e poi con gli anni Sessanta. Da allora, i teenager sono materia di studio per psicologi e sociologi specializzati, che concordano tutti: è un età bellissima e allo stesso tempo difficile. Inannzi tutto per loro, sì, ma anche per i genitori...

 

1 aprile 2020 | Fabrizia Sacchetti