La civiltà peruviana che evitava la guerra bevendo birra

Una città di frontiera dell'impero pre-inca degli Huari tesseva relazioni diplomatiche con i popoli vicini organizzando festival a base di chicha, una bevanda fermentata ricavata da bacche locali. La produzione di alcolici poteva continuare inalterata nei periodi di siccità e crisi economica.

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I resti dell'antico villaggio Huari di Pikillaqta, in Perù.|Shutterstock

Gli studi sui resti di un micro-birrificio attivo fino a un migliaio di anni fa hanno fornito agli archeologi nuovi dettagli sulle doti politiche degli Huari, una civiltà fiorita sulle Ande dal 600 al 1050 d.C..

 

Cerro Baúl era l'avamposto più meridionale di questo impero pre-incaico particolarmente longevo: una città situata sulla cima di un altopiano lontano da riserve naturali di acqua, a ridosso dello stato rivale di Tiwanaku. In questo luogo un po' fuori mano, a due-tre settimane di viaggio dalla capitale dell'impero, si tenevano regolarmente banchetti con i Tiwanaku e altre popolazioni vicine: davanti a bistecche di lama e pinte di chicha, una specie di birra acida, i vertici politici appianavano le controversie prima che degenerassero in scontri violenti.

Venite, offriamo noi. In un nuovo studio pubblicato su Sustainability, gli archeologi del Field Museum di Chicago hanno analizzato frammenti di antichi contenitori di chicha per capire da dove venissero gli ingredienti della birra, nonché i vasi utilizzati per la fermentazione. La chicha che ancora oggi si ottiene dalla fermentazione di mais o frutta, si conserva soltanto per una settimana. Non si poteva, quindi, esportare: chi voleva assaporarla in produzione industriale doveva raggiungere Cerro Baúl, dove per le grandi occasioni se ne ottenevano anche 1500-1900 litri.

 

Non senza di noi. Nel nuovo studio, gli archeologi hanno analizzato i resti di cocci affioranti da un antico micro-birrificio, uno stabilimento che a Cerro Baúl riforniva le taverne vicine: questa fabbrica di chicha fu distrutta e bruciata 950 anni fa, poco prima che gli Huari, ormai al collasso, abbandonassero la città. Gli abitanti di Cerro Baúl avevano già distrutto templi e palazzi, e lasciarono per ultimo il birrificio: cancellandolo, vi abbandonarono i loro recipienti insieme ad offerte votive - ultimo atto di rispetto verso un'istituzione sociale.

 

Ingredienti del posto. Le analisi chimiche delle ceramiche hanno svelato che i recipienti erano stati prodotti con argille locali, e che la chicha degli Huari era ottenuta dalla fermentazione di bacche di pepe: un prodotto autoctono che cresceva anche in tempi di siccità. La birra Huari era quindi immune ai periodi di crisi commerciale e di instabilità climatica: insomma in tempi di magra, si poteva sempre bere. Per i ricercatori, una prova ulteriore del ruolo di questa bevanda come collante politico.  

 

01 Maggio 2019 | Elisabetta Intini