Chi fu il primo a farsi un tatuaggio?

I tatuaggi non sono una moda moderna.

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Quest’usanza era diffusa in Europa già in epoca preistorica, probabilmente con scopi magici. Tatuaggi (61!) sono stati trovati sul cadavere mummificato di Ötzi (circa 3300 a. C.), tornato alla luce sulle Alpi, e gli archeologi hanno scoperto mummie egizie tatuate risalenti ad alcuni secoli prima di Cristo. I Celti, infine, si tatuavano figure di animali che simboleggiavano il coraggio e l’onore. Pare che proprio l’ammirazione nei confronti dello spirito guerriero celtico abbia spinto alcuni legionari a tatuarsi con disegni analoghi.

 

Vietato. Di solito, però, Greci e Romani tatuavano solo schiavi, prigionieri, disertori e stranieri, poiché si riteneva che il corpo dei cittadini liberi non dovesse essere deturpato. I primi cristiani, invece, usavano i tatuaggi per riconoscersi nella clandestinità: un’abitudine vietata prima dall’imperatore Costantino (IV secolo) e poi da papa Adriano (VIII secolo). Nella Bibbia, infatti, si legge: “Non vi farete incisioni nella carne per un defunto, né vi farete tatuaggi addosso” (Levitico 19: 28). Ciononostante, molti crociati in Terrasanta si dipingevano la croce sul corpo per assicurarsi una sepoltura cristiana in caso di morte in battaglia.

 

Etnico. Il tatuaggio tornò di moda in Europa dopo il ’400, all’epoca delle grandi esplorazioni, e soprattutto nel ’700, quando l’incontro con i popoli extraeuropei (che si tatuavano anche l’intero corpo) li rese popolari prima fra i marinai, poi anche fra nobili e borghesi.

29 Agosto 2016