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Chi era il "ricordatore"?

Si chiamava "nomenclatur", ed era uno schiavo o liberto che, nell’antica Roma, aiutava il suo padrone a ricordare i nomi delle persone da salutare...

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Nell'antica Roma, il "nomenclatur" faceva da... "memorandum umano". |

Si chiamava nomenclator, ed era uno schiavo o liberto che, nell’antica Roma, accompagnava il suo padrone per le strade della città ricordandogli continuamente i nomi delle persone da salutare o che gli rendevano omaggio, un po' come fanno oggi i promemoria e le rubriche dei nostri smartphone.

 

Il “ricordatore” era utilissimo soprattutto ai politici, che speravano in questo modo di corteggiare i propri futuri elettori durante la campagna elettorale.

 

Maggiordomo ante litteram. Oltre a essere un "memorandum umano", il nomenclator poteva svolgere anche altri compiti, e la sua specializzazione era riconoscibile attraverso il nome completo.

 

Tra il personale della corte imperiale, per esempio, il nomenclator ab ammissione era un autentico cerimoniere addetto alla cura delle udienze pubbliche e private concesse dall’imperatore.

 

Nelle ricche case patrizie, invece, era incaricato di introdurre i clientes che ogni mattina si presentavano nella domus ossequiando il padrone di casa o chiedendogli una serie di favori.

 

Qui sotto trovi l'anteprima sfogliabile del nuovo Focus Domande & Risposte, da cui è tratto questo articolo.

 


Massimo Manzo per Focus Domande e Risposte

 

24 gennaio 2017