Storia

Chi è stato il primo reporter di guerra?

Correva l'anno 1853: uno storico quotidiano inglese decise di mandare al fronte un suo corrispondente di punta. Nasceva il reportage di guerra.

Un tempo al fronte ci andavano solo gli eserciti. A metà Ottocento, in occasione della guerra di Crimea (1853-56) invece qualcosa cambiò. Il conflitto fu combattuto tra l'impero Russo e l'alleanza composta da impero Ottomano, Francia, Gran Bretagna e Regno di Sardegna.

L'idea di inviare al fronte un giornalista venne al quotidiano britannico Times: l'obiettivo era avere notizie di prima mano delle operazioni belliche, senza la retorica e le verità di comodo di solito affidate alla stampa dagli organi ufficiali.

Reporter di guerra, storia
Il reporter William Russel: trascorse quasi due anni al fronte raccontando le battaglie decisive del conflitto. Successivamente seguì altri conflitti tra cui la guerra civile americana (1861-65). © Roger Fenton / WikiMedia

Al fronte. Fu così che l'irlandese William Russell venne spedito al seguito del corpo militare inglese nei punti nevralgici del conflitto e a partire dalla primavera del 1854 si guadagnò un posto nella Storia come primo corrispondente di guerra.

In realtà, non sarebbe il primo in assoluto. Il greco Tucidide (V secolo a.C.) centinaia di anni prima aveva raccontato le imprese della guerra del Peloponneso, a cui partecipò in prima persona, e dopo di lui ci furono altri casi di scrittori che testimoniarono cosa accaddeva durante i conflitti. Ma William Russell è stato il primo a farlo in modo professionale.

Le sue cronache drammatiche e crude fecero impennare le vendite del quotidiano inglese, ma anche scandalizzare i vertici del governo di Sua Maestà - che premettero per rimpatriare il giornalista (senza riuscirci).

E il primo fotoreporter? A mandare invece sul fronte un fotografo ufficiale fu poi la regina Vittoria in persona, che per quella campagna militare voleva un servizio illustrato (il primo di genere bellico) che desse un'immagine eroica dell'impresa britannica: il fotografo era Roger Fenton.

Fenton si spostava lungo il fronte su un ingombrante carro, con le sue attrezzature (lastre di vetro e taniche di prodotti chimici), un letto e i viveri (anche per i cavalli).

Nella primavera del 1855 scattò circa 360 foto in condizioni estremamente difficili. Lavorava all'alba per evitare il caldo eccessivo stando ben attento a non destare l'attenzione dell'artiglieria russa. Alla fine del mese di giugno venne colpito dal colera e fu costretto a rientrare in Gran Bretagna: a Londra fu poi allestita una mostra con più di 300 dei suoi scatti.

1 ottobre 2018 Giuliana Rotondi
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