Che cosa uccise i mammut del Nord America?

Non sarebbero stati i primi abitanti del continente americano i killer degli antenati degli elefanti. Alla base della loro estinzione potrebbero esserci state condizioni climatiche proibitive.

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Le sagome di due mammut in una rappresentazione artistica. Image: © Julius T Csotonyi /Science Photo Library/Corbis

Che cosa causò la scomparsa dei mammut che fino a 11 mila anni fa pascolavano nel Nord America? Fino ad oggi, alcuni ricercatori incolpavano, per l'estinzione di questi bestioni, i Paleoindiani: le prime popolazioni a colonizzare il continente americano avrebbero cacciato gli imponenti mammiferi fino a decretarne la sparizione.

Ora un nuovo studio dell'Università del Missoury sembra assolvere i primi americani, per dare la colpa ai cambiamenti climatici.

Cacciatori spietati?
Secondo l'ipotesi dello "human overkill" (o "guerra lampo") teorizzata nel 1960 dall'antropologo Paul S. Martin, la progressiva scomparsa di molti rappresentanti della megafauna nell'ultima parte del Pleistocene sarebbe da collegare a una massiccia opera di caccia di mammut e altri grandi animali del Nord America, in misura superiore al loro potenziale riproduttivo. Questa teoria, ampiamente contestata negli anni successivi, si basa su alcune analisi al radiocarbonio che indicano un periodo di sovrapposizione tra la colonizzazione umana del continente e la scomparsa dei grandi mammiferi.

Per avere un quadro più completo della situazione, gli archeologi Matthew Boulanger e R. Lee Lyman hanno preso in considerazione una regione quasi completamente ignorata negli studi passati: il nordest del Nord America (che comprende gli stati di New York, New Jersey, Pennsylvania, Massachusetts, Maine, e la provincia canadese dell'Ontario). Un'area incredibilmente ricca di reperti preistorici: solo nello stato di New York sono venute alla luce le ossa di almeno 140 mastodonti e 18 mammut.

Un confronto pacifico
I due hanno catalogato 57 analisi al radiocarbonio su resti della megafauna in 47 siti diversi; e 25 analisi di resti paleoindiani in 22 differenti siti. Comparando i due database è emerso che la maggior parte di mammut e mastodonti (tra il 75 e il 90%) era già scomparsa prima che l'uomo facesse la sua apparizione nel nordest degli Stati Uniti.

Le analisi mostrano anche che, prima di finire definitivamente estinti, mammut e mastodonti dovettero affrontare due ondate di declino: la prima 14.100 anni fa, prima che l'uomo arrivasse nella regione; la seconda 12.700 anni fa, quando i Paleoindiani vi si erano appena stabiliti. E non esistono reperti che provino che, durante il millennio di convivenza tra uomini e grandi mammiferi, i Paleoindiani abbiano cacciato mammut nella regione.

Verso un altro colpevole
Benché parziali - relativi cioè alla sola regione del nordest degli Stati Uniti, un'area comunque significativa perché ricca di reperti - i dati sembrerebbero provare che la sola caccia non bastò a eliminare dal continente gli antenati degli elefanti.

Potrebbero invece aver influito le condizioni climatiche: l'epoca del secondo declino della megafauna, collocabile intorno ai 12.700 anni fa, corrisponde all'inizio di un periodo geologicamente breve (1300 anni) di clima freddo noto come della Dryas recente. Potrebbe essere stato il gelo ad aver spazzato via i mammut da New York.

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30 Gennaio 2014 | Elisabetta Intini