Storia

Che cosa sono il “lapis niger” e il “vaso di Dueno”?

Lapis niger (pietra nera) e vaso di Dueno sono due dei documenti più antichi della lingua latina. Si tratta, in entrambi i casi, di iscrizioni del VI-V secolo avanti Cristo, quando Roma era solo...

Lapis niger (pietra nera) e vaso di Dueno sono due dei documenti più antichi della lingua latina. Si tratta, in entrambi i casi, di iscrizioni del VI-V secolo avanti Cristo, quando Roma era solo un villaggio di pastori in riva al Tevere.
Il vaso di Dueno fu trovato alla fine del secolo scorso sul colle Quirinale. Vi è incisa una scritta: Duenos med faked, che in latino classico sarebbe Duenos me fecit (Dueno mi fece). Tra gli elementi di arcaicità della lingua, oltre al pronome med, c’è il gruppo Du, che in latino classico si sarebbe trasformato in Be (come avviene per duellum, che si è trasformato in bellum). La k di faked, invece, non è un arcaismo: venne usata per tutta l’età classica al posto della “c”. Almeno nella pronuncia. Così, il nome Cicero andrebbe pronunciato Kikero e Caesar Kaesar.
Il primo testo latino. Il lapis niger fu trovato nel Foro ed è una pietra di marmo nero forse sacra. In essa, infatti, benché frammentaria e di oscura decifrazione, si legge un’indicazione rivolta ai sacerdoti per rendere innocui gli auspici sfavorevoli. È il più antico documento in alfabeto latino trovato nella valle del Tevere. Le iscrizioni precedenti sono solo in greco. Il latino, infatti, è una lingua indo-europea, portata nel Lazio dal popolo dei latini nel II millennio avanti Cristo. I documenti scritti appaiono tuttavia molto più tardi. In essi il latino rivela l’influsso delle lingue confinanti, in particolare dell’osco, che si parlava nella zona umbra.

28 giugno 2002
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