Nel catrame il segreto del successo dei Vichinghi

Dietro all'espansione massiccia dei popoli scandinavi ci fu, forse, la spinta di un'innovazione tecnologica: grandi quantità di catrame prodotte su scala "industriale", per rendere le navi impermeabili.

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Pronta a sfidare i mari.|Shutterstock

A lanciare i Vichinghi alla conquista dell'Europa fu - anche - una svolta nella produzione di catrame, sostanza indispensabile per l'impermeabilizzazione delle navi: è la tesi sostenuta in uno studio dell'Università di Uppsala (Svezia) pubblicato sulla rivista di archeologia Antiquity, che indaga le origini del successo di questo popolo di navigatori guerrieri.

 

Salto di qualità. L'utilizzo di catrame o pece nera, un liquido viscoso ottenuto dalla decomposizione, per combustione, di sostanze vegetali come il legno di pino, era conosciuto, in Scandinavia, già nella preistoria. Ma a partire dall'ottavo secolo d.C., la produzione di questa sostanza subì una profonda trasformazione, passando da una dimensione domestica a una scala industriale. Il numero di pozze di catrame aumentò e la loro posizione si spinse sempre più vicino alle foreste di pini attorno ai villaggi, che divennero così più strettamente connesse ai centri abitati.

Pura coincidenza? Tutto ciò avvenne contemporaneamente all'espansione vichinga in Europa: a bordo delle invincibili drakkar, le piccole e agili navi da guerra di questi popoli, dalla fine del '700 all'XI secolo i navigatori scandinavi arrivarono a conquistare vaste porzioni di Inghilterra, Islanda e Groenlandia, spingendosi fino alle coste del Nord America e a sud fino a quelle del Nord Africa.

 

Direttamente alla fonte. La crescente domanda di catrame per rifinire le navi spinse a costruire pozze di catrame sempre più vicino alla materia prima: le foreste di pini. Ampie buche venivano riempite di legname e torba (un tipo di suolo poco decomposto) e incendiate per ricavare il liquido appiccicoso. Andreas Hennius, autore dello studio, ha documentato la transizione dalle pozze di catrame domestiche vicino ai centri abitati (100-400 d.C.) a quelle più larghe e adiacenti alle foreste (680-900 d.C.) analizzando una serie di strutture a forma di imbuto individuate nel sottosuolo. Ciascuna di esse poteva dare origine anche a 300 litri di catrame in un singolo ciclo produttivo, sufficienti a rendere impermeabile un gran numero di navi.

 

Una serie di fortunati eventi. La produzione di catrame è l'ultimo fattore in ordine di tempo chiamato in causa per giustificare il successo vichingo. In passato sono stati citati un'espansione delle attività agricole dovuta a un clima particolarmente favorevole, e la competizione tra re vichinghi rivali, che sarebbero ricorsi a saccheggi e scorribande per consolidare ricchezze e potere davanti agli avversari.

 

06 Novembre 2018 | Elisabetta Intini

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