Storia

Riaperta la capsula del tempo di Boston

La scatola ricca di testimonianze storiche della Rivoluzione americana ha svelato il suo contenuto dopo 220 anni. Ecco che cosa celava, perché è così importante e che cosa ne sarà in futuro.

La capsula del tempo di Boston, uno scrigno pieno di cimeli storici risalenti a 220 anni fa, è stata riaperta ieri dai curatori del Museum of Fine Arts della città, davanti a una folla impaziente di giornalisti.

La scatola, sepolta nel 1795 da alcuni dei padri fondatori degli Stati Uniti, sotto a una delle prime pietre di costruzione della Boston State House (uno storico edificio cittadino), era stata dissepolta a metà dicembre, durante i lavori per risolvere una perdita d'acqua nel monumento.

Contenuto prezioso. Al suo interno sono stati trovati le pagine ripiegate di cinque giornali del tempo, ancora in perfette condizioni, una medaglia con l'effigie di George Washington, una collezione di almeno 24 monete di vario conio (la più antica delle quali risale al 1652), una piastra d'argento incisa con la commemorazione della costruzione della nuova State House, un sigillo e alcuni documenti dell'epoca coloniale del Massachusetts (qui sotto la fotogallery con i vari reperti).

Attesa infinita. L'apertura della scatola si è rivelata complessa: ha richiesto 4 ore di tempo e alcuni utensili degni del miglior scassinatore, come aculei di porcospino e strumenti da dentista, per far saltare le viti arrugginite.

Mani che scrissero la storia. A chiuderla con una tale perizia furono - come riportano alcune testimonianze storiche - Samuel Adams, governatore dell'epoca, la cui opera politica fu fondamentale per spingere le prime Tredici colonie e ribellarsi alla Gran Bretagna; Paul Revere, esperto incisore e caricaturista anti-britannico, che immortalò con la sua arte i principali eventi della Rivoluzione americana; e William Scollay, eroe di guerra, tra i membri più in vista delle milizie rivoluzionarie.

La piastra d'argento, forse incisa proprio da Revere, reca scritti i loro nomi, che lega alle celebrazioni del 20esimo anniversario dell'indipendenza americana (che si sarebbe celebrato poco dopo la sepoltura della scatola).

aperta e richiusa. Non è la prima volta che la capsula rivela il suo contenuto. Era già accaduto, per caso, nel 1855, durante alcuni lavori di ristrutturazione. In quell'occasione erano stati aggiunti alcuni fogli di giornali e alcune monete in rame (forse per proteggere il contenuto della scatola: il rame ha proprietà fungicide), e il contenitore era stato sostituito prima di essere ricollocato nella stessa posizione.

un futuro sottoterra. Prima di aprirla, i curatori del museo l'avevano scannerizzata ai raggi X (dunque conoscevano già, almeno in parte, il suo contenuto); ora, terminati i processi di conservazione, gli oggetti trovati al suo interno saranno messi in mostra per breve tempo, prima di essere riposizionati nella capsula e sepolti di nuovo, a beneficio dei posteri. Con l'aggiunta, forse, di alcuni cimeli della nostra epoca.

7 gennaio 2015 Elisabetta Intini
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