I cani viaggiarono con l'uomo dal Vicino Oriente all'Europa

Fido era già al nostro fianco quando gli agricoltori e pastori della Mezzaluna fertile portarono animali, semi e know-how nel Vecchio Continente, 9 mila anni fa.

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Compagni di viaggio.|Shutterstock

Una lunga, epocale passeggiata, che segnò una tappa fondamentale nello sviluppo della Storia umana: durante il Neolitico, i cani affrontarono insieme ai pastori e agli agricoltori del Vicino Oriente la migrazione fino all'Europa. Costituirono, cioè, parte integrante del "pacchetto" di innovazione, conoscenze, sementi e animali addomesticati che dalla Mezzaluna Fertile si diffuse nel nostro continente e fino all'Asia.

 

Lo conferma uno studio genetico pubblicato su Biology Letters, che aggiunge un importante tassello alla storia dell'amicizia millenaria tra uomo e cane, e dimostra che Fido giocò un ruolo importante nello sviluppo delle prime attività economiche stanziali.

 

Diffusione del sapere. La nascita dell'agricoltura è fatta risalire ad alcune popolazioni della Mezzaluna Fertile - una regione che comprende parte degli odierni Iraq, Siria, Libano, Giordania, Israele ed Egitto - che cessarono le mansioni di cacciatori-raccoglitori per specializzarsi nelle colture di cereali e legumi, e nella domesticazione di animali come capre e pecore.

Contaminazioni. Circa 9000 anni fa, queste popolazioni si spostarono verso le aree sudorientali dell'Europa, portando con sé campioni delle piante da coltivare e parte delle proprie greggi: lo studio dimostra che i cani si mossero con loro, assistendoli in questo passaggio cruciale. Ricerche precedenti avevano già attestato la presenza di cani nell'Europa pre-neolitica (unico animale addomesticato prima dell'arrivo dei pastori mediorientali). La nuova ricerca rivela che i cani arrivati da lontano si unirono alla popolazione canina europea, diluendone le già molto mescolate caratteristiche genetiche.

 

braccio destro. I ricercatori dell'Università di Rennes, in Francia, sono arrivati a questa conclusione analizzando un centinaio di sequenze di DNA mitocondriale - cioè trasmesso sulla linea materna - estratto da siti archeologici di Europa e Vicino Oriente. Le informazioni ottenute sono servite a ricostruire l'albero genealogico canino dal Paleolitico superiore fino all'Età del Bronzo. Dalle loro analisi è emersa ancora più chiaramente la figura del cane come primo "aiutante" nelle nuove occupazioni umane. Un legame già sufficientemente collaudato da affrontare un lungo viaggio.

 

22 Ottobre 2018 | Elisabetta Intini