Calendario gregoriano: 9 curiosità sul nostro calendario

Il 4 ottobre 1582 entrò in vigore il calendario gregoriano, introdotto da papa Gregorio XIII (da cui prende il nome) per sostituire quello giuliano (promulgato da Giulio Cesare più di 1500 anni prima). Ecco 9 cose da sapere sul calendario gregoriano, che usiamo ormai da 434 anni, e sui calendari in generale.

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Il calendario gregoriano e i 10 giorni persi. Il 4 ottobre 1582 la gente si coricò la sera di giovedì 4 ottobre e si risvegliò… venerdì 15 ottobre. Di colpo vennero cancellati 10 giorni. Persi non letteralmente, ma saltati con l'introduzione del calendario gregoriano, voluto da Papa Gregorio XIII, per aggiustare il calendario giuliano (promulgato da Giulio Cesare nel 46 a. C.) che nel corso dei secoli aveva accumulato un ritardo di 10 giorni sull’anno solare.
Dato che un anno effettivo dura 365 giorni + 5 ore e 48 minuti, nei secoli questo scarto aveva fatto cadere l’equinozio primaverile l’11 marzo, con un anticipo di 10 giorni. Per andare in pari fu presa questa misura drastica.
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Il calendario gregoriano e l'ira dei contadini. I contadini pensavano che fosse un imbroglio dei signori per infinocchiare la povera gente. Accettarono il cambiamento quando i preti li convinsero che i santi avrebbero fatto miracoli secondo le date del nuovo calendario.
Il calendario gregoriano è molto simile a quello giuliano (365 giorni all'anno con un anno bisestile ogni 4) che aveva sostituito. Ma per raffinare la durata media dell’anno, nel calendario gregoriano furono soppressi i bisestili degli anni centenari non multipli di 400 (il 2000 è stato bisestile, ma il 2100, il 2200 e il 2300 no).
La riforma venne promulgata a febbraio del 1582 con la bolla Inter gravissimas dopo un lavoro di 4 anni del medico Luigi Lilio e dell'astronomo Cristoforo Clavio.

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Il calendario gregoriano è comunque sbagliato. Tutti i calendari sono nati per misurare il tempo in base ai fenomeni astronomici che hanno cicli periodici: l’alternanza dei giorno e della notte, le fasi della Luna (il mese) e il susseguirsi delle stagioni (l’anno). Ma hanno un problema: non sono precisi (un anno solare dura esattamente 365 giorni + 5 ore e 48 minuti) e con il passare del tempo devono essere aggiustati.
Nel 46 a. C. Cesare rimise in pari le date rispetto alle stagioni (l’equinozio primaverile cadeva all’inizio dell’inverno). Nacque il calendario giuliano (365 giorni con un anno bisestile ogni 4 anni). Ma per sistemare le date si stabilì che il 46 a. C. avesse 445 giorni.
Anche il calendario gregoriano, non è preciso: lascia ancora sussistere un errore di circa 6 giorni ogni 10.000 anni. Ma è pur sempre il più preciso tra tutti quelli che abbiamo avuto.

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Dove non viene utilizzato il calendario gregoriano. Oggi il calendario gregoriano è diffuso quasi ovunque, ma la sua accoglienza - soprattutto nei Paesi non cattolici - fu molto lenta. Spagna, Portogallo e Italia l'adottarono subito. Germania e Olanda nel 1700, l'Inghilterra soltanto nel 1752 e la Cina nel 1912. Oggi soltanto Etiopia, Nepal, Iran e Afghanistan hanno un calendario diverso; altri Paesi come India, Bangladesh, Israele, Pakistan e Burna accostano un calendario locale a quello gregoriano.
Nella foto, Fergie dei Black Eyed Peas festeggia il capodanno 2000 ad Adis Abeba, capitale etiope, la notte tra l'11 e il 12 settembre 2007. Tutta "colpa" del calendario etiope.

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L'Arabia Saudita lo ha appena adottato (per risparmiare). L'Arabia Saudita (culla del wahabismo, l'interpretazione più rigorosa dell'Islam sunnita) ha deciso di abbandonare il tradizionale calendario musulmano Hijri, basato sui mesi lunari, ed in vigore fin dalla fondazione del regno nel 1932. Il 1 ottobre 2016 è passata al calendario gregoriano (solare) solo per quanto riguarda il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici, che perderanno così 11 giorni di paga. Il calendario lunare Hijri si basa su 12 mesi di volta in volta di 29 o 30 giorni e dura al massimo 354 giorni.

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La rivoluzione d'ottobre e il calendario. Storicamente la differenza tra calendario gregoriano e giuliano è visibile soprattutto nella “rivoluzione d’ottobre” del 1917, che nel calendario gregoriano avvenne in realtà a novembre. La Rivoluzione d’ottobre ebbe inizio, in effetti, la sera del 6 novembre 1917. Però, all’epoca, in Russia era ancora in vigore il calendario giuliano per il quale tale data corrispondeva al 24 ottobre. Il calendario giuliano fu infine abbandonato in Russia soltanto nel 1940.

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Quando arriva il Natale? La Chiesa ortodossa ha sempre rifiutato il calendario gregoriano, opera di un papa cattolico, e tuttora segue quello giuliano. Questa discrepanza è visibile nelle feste religiose come il Natale, che nella Chiesa ortodossa è festeggiato il 7 gennaio, 13 giorni dopo il Natale cattolico. A tanto, infatti, è arrivato lo sfasamento tra i due calendari.
Nella foto, Messa di Natale in una chiesa ortodossa in Ucraina, il 7 gennaio.

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I calendari moderni alternativi Per opporsi al calendario “papale”, nel 1793 i rivoluzionari francesi crearono un nuovo calendario nel quale i mesi si chiamavano Vendemmiaio, Nevoso, Pratile… Il calendario rivoluzionario durò fino al 1805, quando venne abolito da Napoleone.
In Italia, con l'avvento del Fascismo venne introdotto l'effimero calendario fascista. Tutto rimase uguale, ma gli anni venivano contati anche a partire dal 28 ottobre 1928, data della Marcia su Roma.

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Da quando l’anno comincia il primo gennaio? Poiché non esiste nell’orbita terrestre nessun particolare punto che permetta di stabilire esattamente l’inizio e la fine di un anno, la scelta di una data precisa è in fondo arbitraria ed è mutata più e più volte. Anticamente l’inizio del nuovo anno veniva festeggiato in occasione dell’equinozio di primavera. In seguito mancò a lungo una data accettata da tutti: qualcuno faceva incominciare l’anno nuovo dal primo gennaio, qualcuno da Natale o da Pasqua. Naturalmente questo creava problemi.
Soltanto nel 1564 l’allora tredicenne Carlo IX, re di Francia, rese obbligatoria la data del primo gennaio come primo giorno dell’anno. Questa scelta venne via via accettata anche dagli altri Paesi. Per esempio, in Gran Bretagna si continuò quindi a festeggiare l’inizio dell’anno il 25 marzo fino al 1751, lo stesso anno in cui venne accettato il calendario gregoriano.

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Il più antico Le curiosità sul calendario gregoriano finiscono qui, ma la gallery prosegue con le curiosità sui calendari più antichi del mondo.
Uno dei graffiti delle grotte di Lascaux (Francia): i pallini sotto il cavallo rappresentano le diverse fasi lunari in un ciclo di 29 giorni. Disegnato dai primitivi del Paleolitico 15 mila anni fa, è uno dei più antichi calendari della storia.

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4800 a. C.: calendario su pietra di Karanovo (Bulgaria), dove c’era una civiltà nel Neolitico. I primi calendari erano soltanto mensili. Quelli veri e propri, su scala annuale, risalgono ai Sumeri (4000 a. C.). Il loro anno durava 360 giorni.

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3200 a. C.: il tumulo di Newgrange (Irlanda). La finestra è orientata al Sole del solstizio d’inverno.
Non è chiaro, invece, se avesse funzioni di calendario il monumento megalitico di Stonehenge, in Inghilterra (3000-2200 a. C.). Di certo è astronomicamente orientato: molti allineamenti tra le pietre e le buche indicano la levata e il tramonto del Sole agli equinozi e ai solstizi.

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500 a. C.: calendario babilonese in caratteri cuneiformi. I Babilonesi (inizio del II millennio a. C.) avevano stimato l’anno in 365 giorni (furono i primi), ma il loro calendario era sfasato perché basato sulle fasi lunari. In media, il loro mese durava 29,5 giorni, cioè quanto una lunazione, ma alla fine dell’anno i giorni trascorsi erano solo 354. Perciò re Hammurabi sancì che, quando il calendario e le stagioni si sfasavano troppo, si doveva inserire un mese intercalare.

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300 a. C.: calendario Egizio. Era basato sui cicli lunari di circa 30 giorni ciascuno.
Inoltre gli Egizi osservavano la levata eliaca della stella Sirio: notavano, cioè, quando Sirio diventava visibile verso oriente subito prima dell’alba. In quell’istante iniziava il loro anno. I Greci usavano lo stesso sistema con stelle differenti.

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100 d. C.: calendario di Coligny (Francia). È lunare e solare, con mesi di 29 o 30 giorni.

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500 d. C.: Bisanzio, calendario di Pasqua. Cade dopo il 1° plenilunio dopo l’equinozio di primavera.

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800: calendario carolingio illustrato (Austria). Ogni mese indica i lavori agricoli da compiere in campagna.

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1100: lunario inglese. Indica le fasi della Luna, i 12 mesi (segni dello zodiaco) e i lavori agricoli.

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1300: un calendario arabo. I 12 spicchi del cerchio sono i mesi dell’anno.

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1200: calendario religioso maya da 260 giorni. Al di fuori del bacino del Mediterraneo, uno dei calendari più importanti era quello dei Maya, usato dal VI secolo a. C.
I Maya in realtà avevano diversi calendari. I più importanti erano due: lo Tzolk’in, di 260 giorni, usato a scopo religioso; e lo Haab’, di 365 giorni, per usi civili, diviso in 18 mesi di 20 giorni più 5 giorni aggiuntivi. Il loro sistema di computo del tempo era molto raffinato, e si spingeva anche molto avanti nel futuro (come ben sappiamo per la storia del 21 dicembre 2012).

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1300: calendario azteco (Messico). Aveva 260 giorni e 13 mesi, indicati con animali sacri.

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1300: stele azteca alta 2,4 metri (Messico). Raffigura in modo sintetico il calendario.

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1478: Germania, calendario giuliano perpetuo. Indica i giorni più importanti dal 1478 al 1496.

Il calendario gregoriano e i 10 giorni persi. Il 4 ottobre 1582 la gente si coricò la sera di giovedì 4 ottobre e si risvegliò… venerdì 15 ottobre. Di colpo vennero cancellati 10 giorni. Persi non letteralmente, ma saltati con l'introduzione del calendario gregoriano, voluto da Papa Gregorio XIII, per aggiustare il calendario giuliano (promulgato da Giulio Cesare nel 46 a. C.) che nel corso dei secoli aveva accumulato un ritardo di 10 giorni sull’anno solare.
Dato che un anno effettivo dura 365 giorni + 5 ore e 48 minuti, nei secoli questo scarto aveva fatto cadere l’equinozio primaverile l’11 marzo, con un anticipo di 10 giorni. Per andare in pari fu presa questa misura drastica.
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