Borgia: origini (e declino) della famiglia più chiacchierata del Rinascimento

Imprese, vizi e virtù della famiglia che, partita dalla Spagna alla conquista del potere, giunse in Italia a crearsi... una pessima fama.

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Lucrezia Borgia, al centro con il fratello Cesare e il Papa. |

In Spagna li chiamano Borja, in Italia Borgia. Un nome che da noi gode di pessima fama, non senza qualche motivo. A creare la leggenda nera contribuirono molti, ma più di tutti Rodrigo (1431-1503) alias Alessandro VI che diventò papa nel 1942 (l'anno della scoperta dell'America) e già prima di iniziare dimostrò di che pasta era fatto, comprando il conclave.

 

Sodoma. Gli 11 anni di pontificato che seguirono furono un'orgia di nepotismo, simonia, intrighi, tradimenti e sesso selvaggio. Una delle amanti del papa era la nobildonna Giulia Farnese che possedeva una casa collegata direttamente a San Pietro.

 

Un'altra era l'ostessa Giovanna Cattanei detta Vannozza che gestiva tre locande in centro città e che diede al papa i 4 figli prediletti (Giovanni, Cesare, Lucrezia e Goffredo). Una terza era probabilmente la stessa figlia Lucrezia (1480-1519), intrigante e forse incestuosa, ricordata come un archetipo di femminilità negativa, peggio della strega di Biancaneve.

 

Niccolò Machiavelli, machiavellico, Il Principe
Statua di Niccolò Machiavelli, nel Loggiato degli Uffizi, a Firenze. |

Il principe. Le reazioni del clero, indignato dai ripetuti festini, erano scandalizzate. Il critico più aspro fu un frate fiorentino, Girolamo Savonarola che, anche per questo, finì scomunicato, impiccato e poi bruciato.

 

A fare il "lavoro sporco" di eliminare i nemici non era mai però il papa in persona, che lasciava ad altri lo spiacevole incarico. In primis a suo figlio Cesare, detto il Valentino. L'uomo che il padre della filosofia politica moderna, Niccolò Machiavelli, nel Rinascimento definì "signore molto splendido e magnifico et nelle armi tanto animoso".

 

Una brutta fine. Quanto splendido fosse lo ricordano alcuni episodi tra cui la famosa "cena di Senigallia" (1503): fatta pace con cinque nobili ribelli Cesare li invitò a un banchetto di riconciliazione ma poi, dopo averli accolti, ne ammazzò quattro.

 

Borgia, storia
Per saperne di più: I calienti Borgia, di Nino Gorio, su Focus Storia 37 (Novembre 2009) |

La fine della saga dei Borgia italiani cominciò quello stesso anno. Alessandro VI morì infatti con sospetti sintomi di avvelenamento e, mancato lui, il Valentino declinò in fretta: arrestato ed evaso per due volte morì in battaglia nel 1507.

 

Lo stesso declino culturale non avvenne in Spagna dove invece la casata dei Borja continuò a prosperare fino all'Ottocento diventando un esempio di nobilità illuminata capace di lasciare dietro di se ricordi positivi: non a caso a quelle latitudini i Borja vengono infatti considerati come benefattori, mecenati, quando non addirittura eroi.

 

Dalla Spagna all'Italia. Ma perché i Borgia, di origine spagnola, giunsero in Italia? A dare il là all'epopea italiana fu Alonso (1378-1458), alias Callisto III. Fu lui che lasciò la tranquilla vita agreste spagnola per dedicarsi agli studi: prese tre lauree e diventò, tra le altre cose, vicecancelliere del re di Aragona Alfonso V.

 

E poiché la cura del potere e quella delle anime spesso coincidono, fece anche carriera ecclesiastica: a 51 anni fu nominato vescovo di Valencia e a 77 papa. E fu allora che i Borja si trasferirono a Roma, diventanto la leggenda nera del Rinascimento.

 

5 ottobre 2018 | Giuliana Rotondi