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Tsar: la madre di tutte le bombe nucleari

La Russia ha desecretato il video del test della bomba Tsar, del 1961: tra i test nucleari, questa è considerata la più violenta esplosione mai prodotta dall'uomo.

Esplosione atomica (illustrazione)
| Razvan Ionut Dragomirescu / Shutterstock

L'avevano chiamata Tsar (come Zar), ma dall'altra parte della Cortina di Ferro era nota come Big Ivan, oppure con la sua anonima sigla ufficiale, RDS-220. Venne fatta esplodere dall'Unione Sovietica nel 1961, ma mai se ne era potuto vedere il video completo. Ora l'Agenzia Atomica Statale Russa ha declassificato un filmato propagandistico integrale (sono oltre 40 minuti) che rende evidente la drammaticità di quell'evento. In passato erano stati resi pubblici fotografie e spezzoni di video, ma in effetti solo col documentario integrale si coglie al meglio non solo l'esplosione in sé, ma anche il periodo storico in cui tutto ciò avvenne.


VIDEO: doc di propaganda, il test della bomba Tsar (> 40 minuti; russo, con sottotitoli in inglese)


Al trasporto di Big Ivan provvide un Tupolev Tu-95, l'unico vettore in grado di trasportare quel carico di 27 tonnellate, e tuttavia, nonostante le dimensioni dell'aereo, non c'era modo di farvi entrare la bomba - che venne agganciata all'esterno. Per proteggere il Tupolev dall'immensa ondata di calore che si prevedeva avrebbe sviluppato l'esplosione, nonostante nel momento dell'esplosione l'aereo si sarebbe già trovato a notevole distanza, il velivolo fu ricoperto di una speciale vernice in grado di proteggerlo.

Il 30 ottobre 1961, un lunedì, era il giorno stabilito per il test della bomba, per l'occasione costruita nella "versione ridotta" da 50 megatoni, ossia qualcosa come 50 milioni di tonnellate di tritolo, mentre la "versione standard" (mai costruita) sarebbe stata da 100 megatoni. Il luogo scelto era l'isola di Severny, a nord della Russia, tra il mare di Barents e quello di Kara: vista la potenza, per ottenere il massimo livello di devastazione, la bomba doveva essere detonata a 4.000 metri d'altezza.

Al minuto 21:59 del documentario sovietico si vede il momento in cui viene rilasciata la bomba, che inizia a cadere frenata da un paracadute. Nel frattempo, sul Tupolev l'equipaggio si prepara all'esplosione e indossa gli occhiali per proteggersi dal flash luminoso; quando l'aereo si trova a circa 45 chilometri di distanza, ecco l'esplosione: siamo al minuto 22:45 del documentario. Subito si solleva una colonna di polveri e vapori con un diametro di 10 chilometri, che diventano 20 nella zona superiore del fungo, che si innalza fino a 30 chilometri da terra - ed è stato calcolato che parte del materiale raggiunse i 65 chilometri di quota. Il fungo fu visibile da 800 chilometri di distanza, mentre il flash fu percepito anche da circa 500 chilometri. Il video mostra anche le impressionanti conseguenze dell'esplosione... addirittura contenute, stando alla voce narrante, perché si scelsero condizioni atmosferiche che aiutassero a ridurre l'impatto.

3 settembre 2020 | Luigi Bignami