Storia

Ascesa e caduta del sospensorio

C'è un accessorio che colpisce e attira l'attenzione in molte opere d'arte del '500. È il sospensorio, che per un secolo è stato il must-have dell'abbigliamento maschile.

Tacchi, pantaloni a zampa di elefante, gioielli, mutande in vista, occhiali da nerd, barbe e baffi di ogni tipo... la lista di bizzarrie maschili nella storia della moda è lunghissima, perché l’uomo è da sempre in balìa delle ultime tendenze, soprattutto quando si tratta di mostrare la propria virilità. Purtroppo a volte lo fa in maniera opinabile. Come ai tempi del sospensorio, un accessorio non propriamente sobrio, che per tutto il 1500 l’ha fatta da padrone nelle corti europee.

Victoria Miller, dottoranda in storia all’Università di Cambridge, ha condotto uno studio sulle influenze militaristiche che ha subìto l’abbigliamento maschile di Italia e Germania durante il XVI e si è soffermata sulla diffusione di questo capo di abbigliamento.

Copertura per minIdotati? È opinione diffusa degli storici che il sospensorio sia entrato in voga perché iniziarono a utilizzarlo i meno dotati. Secondo Miller questo è vero solo in parte. In base agli scritti e ai dipinti dell'epoca, durante il XV secolo gli uomini usavano una casacca che copriva la metà superiore del corpo, sulla quale indossavano un mantello. Le calze erano composte da due pezzi separati che venivano agganciati alla casacca (più o meno come gli stivali da pesca). Con questo outfit le parti intime erano abbastanza nascoste, ma con il tempo si diffusero casacche e mantelli sempre più corti e la protuberanza cominciò a essere messa in bella mostra. Anche il sedere era bene esposto, tanto che San Bernardino da Siena, in un Sermone del 1429, accusò la nuova moda di stuzzicare gli appetiti dei sodomiti.

Must-have del '500. Come da copione, il nuovo trend era mal visto da buona parte della società. Ma nell’epoca della mascolinità e del romanticismo il sospensorio prese piede, tanto che per gran parte del 1500 chi non aveva il sospensorio non solo era out, ma anche poco virile. Secondo Miller «le idee sulla mascolinità erano molto legate a quelle marziali. Il sospensorio era parte integrante del costume indossato dai mercenari tedeschi e svizzeri e sul campo di battaglia aveva una funzione protettiva e di predominanza». Quale modello migliore per mostrarsi forti e impavidi, allora?

Il ricorso del sospensorio è stato abbandonato nel 1600, mentre l'uso di mettere in mostra i "gioielli di famiglia" non mostra segni ancora oggi a 400 anni di distanza. Qui David Beckam in una delle numerose pubblicità che ha fatto alla biancheria intima maschile.

Pizzi e merletti. In base ai ritratti, i primi tipi di sospensorio erano composti da un triangolo di stoffa cucito insieme alle calze e agganciato alla casacca. La versione successiva era imbottita. L’apice del successo arrivò a metà secolo, quando l’ostentazione del cosiddetto “pacco” era diventata un'ossessione. Ne esistevano di seta, di velluto, con gioielli e ricami.

Persino i ragazzini erano costretti a utilizzarlo. Nel 1580 il filosofo francese Montaigne lo definì: «un vuoto e inutile modello del membro che non possiamo nemmeno nominare, esposto e ostentato in pubblico». Purtroppo morì troppo presto per vedere l'odiato accessorio sparire definitivamente di scena.

Fuori moda. Il sospensorio ha fatto la sua uscita dal guardaroba maschile a fine secolo. Secondo molti storici il motivo risiede nella tendenza verso uno stile più femminile nelle corti del 1600. Secondo Miller invece la ragione è più pratica: in quel periodo il sospensorio cadde in disuso perché incompatibile con l’altrettanto virile doppietto a pancia chiamato “Peascod”, che per le sue dimensioni copriva le parti intime. In poco tempo il sospensorio diventò fuori moda e cadde in disuso, per la gioia dei benpensanti.

21 ottobre 2017 Sara Zapponi
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