La vita di Nelson Mandela in foto

Un gigante dell'umanità, un maestro di giustizia, un difensore degli oppressi. Vogliamo raccontarvi la sua storia e la sua lunga corsa verso la libertà con le sue foto più belle.

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Nelson Mandela era nato in Sudafrica il 18 luglio del 1918: avrebbe spento oggi 96 candeline, ma il 5 dicembre 2013 se ne è andato lasciandoci tutti più soli. Google lo ha ricordato il 18 luglio 2014 con un Doodle che cita le sue frasi più belle.

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Nelson Mandela è morto il 5 dicembre 2013 a casa, tra i suoi famigliari. È stato padre politico e spirituale del Sudafrica moderno, primo presidente sudafricano nero ad essere eletto dopo la fine dell'apartheid - contro il quale ha lottato per tutta la vita - e Premio Nobel per la Pace.

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Aveva 95 anni e recentemente aveva dovuto affrontare il riacutizzarsi di una vecchia infezione polmonare. L'ex presidente sudafricano ha avuto una ricaduta dell'infezione polmonare di cui aveva sofferto qualche mese fa. A settembre era tornato a casa dove la sua stanza era stata trasformata in una camera di terapia intensiva.

Nato il 18 luglio del 1918 a Mvezo, Sudafrica, è stato leader indiscusso dei movimenti anti-apartheid, pagando con 27 anni di carcere la lotta alle politiche di segregazione razziale imposte dal governo di etnia bianca del suo paese.

Il senso di ribellione verso ogni forma di ingiustizia fu prerogativa di Madiba - questo il suo nome Xhosa (la sua etnia di appartenenza) - fin dalla tenera età. Nel 1940, per sfuggire a un matrimonio combinato, scappò verso Johannesburg dove intraprese gli studi di legge e si unì, due anni più tardi, all'African National Congress (ANC) il più importante partito politico sudafricano impegnato nella lotta all'

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Gli studi in giurisprudenza lo avviarono alla professione di avvocato: insieme al collega ed amico Oliver Tambo fondò un piccolo studio per aiutare, a prezzi modici, tutte le vittime di segregazione razziale. Dal 1948, in seguito alla vittoria del Partito Nazionale, principale fautore delle politiche d'apartheid, si impegnò nella resistenza tra le fila dell'ANC, una lotta per cui fu accusato di tradimento e arrestato nel 1956.

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Assunto il comando dell'ala armata dell'ANC, impegnata in azioni di sabotaggio degli obiettivi militari e di governo, fu arrestato dalla polizia sudafricana nell'agosto del 1962, con l'accusa di incitamento allo sciopero e viaggi illegali all'estero, accuse che Mandela rifiutò, definendole non attendibili.

Condannato all'ergastolo insieme ad altre importanti personalità dell'ANC, nel 1964, per tutti i seguenti 26 anni Madiba partecipò attivamente, dalla sua cella, alla lotta all'apartheid. (Qui all'interno della stanza in cui fu a lungo rinchiuso, in compagnia del Presidente Clinton, nel '98).

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Il grido "Nelson Mandela libero!" divenne lo slogan scandito da tutti i manifestanti oppressi dalla segregazione razziale. Madiba restò in carcere fino al 1990, dopo aver rifiutato, 5 anni prima, un'offerta di liberazione in cambio della rinuncia a lottare. Da dietro alle sbarre riuscì persino a far pervenire un volantino all'ANC, che recitava: «Unitevi! Mobilitatevi! Lottate! Tra l'incudine delle azioni di massa ed il martello della lotta armata dobbiamo annientare l'apartheid!».

L'11 febbraio 1990, su ordine del Presidente sudaficano Frederik Willem de Klerk, dopo le crescenti pressioni internazionali e del suo partito, Madiba venne liberato. Eccolo con l'ex moglie Winnie alzare il pugno pochi istanti dopo il suo rilascio.

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Nel 1994 Nelson Mandela viene eletto primo Presidente nero nelle prime elezioni multirazziali del Sudafrica. Rimarrà in carica fino al 1999, quando lascerà la Presidenza per dedicarsi all'impegno internazionale per il sostegno alle organizzazioni per i diritti civili, e alla vita famigliare.

Tra i riconoscimenti assegnati a Madiba, il Bharat Ratna, il più importante riconoscimento civile indiano assegnato, prima di Mandela, solo a un'altra persona non indiana: Madre Teresa.

Nella foto: Mandela con il leader politico palestinese Yasser Arafat nel febbraio del 1990, poco dopo la liberazione del sudafricano.

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Nel 1993, Mandela e de Klerk ricevono il Premio Nobel per la Pace "per il loro lavoro per la risoluzione pacifica del regime di apartheid, e per aver gettato le basi per un nuovo Sudafrica democratico". De Klerk, l'ultimo presidente bianco del Sudafrica, ha avuto un ruolo fondamentale nello smantellamento delle politiche dell'apartheid.

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Mandela si è impegnato molto a livello internazionale, anche nella lotta contro la diffusione dell'AIDS, che ha causato anche la morte del figlio 54enne Makgatho Mandela.

Molti attivisti gli rimproverano di non aver fatto abbastanza per combattere la diffusione della malattia nel suo paese durante l'epoca della presidenza, dal 1994 al 1999. Lasciata la carica, tuttavia, l'impegno di Madiba in questo campo è stato ampio: i suoi discorsi hanno contribuito a trasformare la malattia in una patologia da affrontare con cure mediche e prevenzione, in un paese dove è stato a lungo considerato un tabù culturale.

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Nel 2004 Mandela ha annunciato di volersi ritirare dalla vita pubblica per dedicarsi alla famiglia. La municipalità di Johannesburg, per l'occasione, gli ha conferito il "Freedom of the City", un'onoreficenza che equivale alla consegna delle chiavi della città.

Nella foto, Madiba con l'amata nipote Zenani, uccisa a 13 anni da un pirata della strada dopo un concerto a Soweto nel 2010, alla vigilia dell'inizio della Coppa del Mondo di calcio in Sudafrica. Il grave lutto ha compromesso la partecipazione di Mandela alla cerimonia di apertura, anche se ha presenziato, brevemente, alla cerimonia di chiusura.

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Qui con Lady Diana nel 1997. Mandela ringraziò la principessa di Galles per il suo impegno nella campagna contro le mine anti-uomo.

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In una foto storica, mentre consegna la William Webb Ellis Cup al capitano degli Springbok Francois Pienaar. Nel 1995 la nazionale sudafricana di rugby disputò la sua prima finale di Coppa del mondo in Sudafrica, per celebrare la fine dell'apartheid.

Gli Springbok riuscirono a battere la Nuova Zelanda e la coppa fu consegnata al capitano da Madiba in persona. Il dialogo fra i due è scritto nella storia: «Grazie per quel che ha fatto per il Sudafrica» disse Mandela. «Grazie per quel che ha fatto Lei!» fu la risposta di Pienaar. Guarda anche un video in cui Pienaar racconta l'episodio:

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Nelson Mandela in una foto del 1961. Alla nascita Madiba fu chiamato Rolihlahla ("colui che provoca guai") mentre il nome Nelson gli fu dato alle scuole elementari.

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Con Papa Giovanni Paolo II nel 1995, durante la visita del pontefice in Sudafrica.

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Mandela con la seconda moglie, la politica sudafricana "Winnie" Madikizela, leader del movimento femminile dell'ANC e separatasi da Madiba nel 1992. ll primo matrimonio di Mandela, con Evelyn Ntoko Mase, è durato 13 anni. L'attuale moglie è invece Graça Machel, vedova di un presidente del Mozambico morto in un incidente aereo.

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Con la moglie Graça Machel a Toronto nel 2001, in occasione della cerimonia per il conferimento a entrambi della laurea a honoris causa conferita dalla Ryerson University per l'impegno della coppia a favore dei bambini.

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All'inaugurazione di una statua in suo onore nella Piazza del Parlamento di Londra, nel 2007.

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Con Beyonce Knowles nel 2003, durante una visita alla prigione di Robben Island vicino a Cape Town. La cantante ha partecipato quell'anno a un concerto intitolato "46664", dal numero che Mandela aveva da carcerato, per raccogliere fondi a favore della lotta all'Aids.

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Nel 2010 insieme al presidente sudafricano e dell'ANC Jacob Zuma.

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Madiba accolto dai suoi sostenitori dell'ANC nel 1994, anno della sua elezione a Presidente del Sudafrica.

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In posa per i fotografi insieme a Pelè nel 2005.

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Un saluto al pubblico venuto ad acclamarlo a Kingstone, in Jamaica, in occasione del conferimento dell'"Ordine al Merito della Giamaica".

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A Zurigo nel 2004, subito dopo la proclamazione del Sudafrica come Paese scelto per ospitare i Mondiali di calcio 2010.

Nelson Mandela era nato in Sudafrica il 18 luglio del 1918: avrebbe spento oggi 96 candeline, ma il 5 dicembre 2013 se ne è andato lasciandoci tutti più soli. Google lo ha ricordato il 18 luglio 2014 con un Doodle che cita le sue frasi più belle.