Archeologia e antropologia forense: il vampiro di Venezia

Il ritrovamento dello scheletro, le foto del cadavere. Ecco il vampiro di Venezia.
Foto adatte a un pubblico adulto e non impressionabile.

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Il terrore, la superstizione e la scorretta interpretazione dei dati tanatologici hanno creato e alimentato il mito dei vampiri. Il vampiro di Venezia è la cronaca di una scoperta archeologia che dimostra quali erano le "contromisure" preferite per combattere gli strumenti del demonio nel XVII secolo, e perché questa figura da incubo ha goduto di tanto credito. La foto di questo cranio, per esempio, ne è un esempio.
In questa breve raccolta di immagini, invece, abbiamo incluso alcune fotografie particolari, relative alle trasformazioni cadaveriche post mortem: attenzione, se ne sconsiglia la visione a un pubblico impressionabile o non adulto.

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Acqua Santa, croci, paletti... Ecco la ventiquattrore dell'esorcista.

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Al lavoro nel camposanto del Lazzaretto Nuovo, a Venezia, equipaggiati in modo da non inquinare la "scena del crimine": è il nuovo approccio dell'archeologia forense.

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Particolare del reperto contrassegnato come "ID 6".

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Il mattone utilizzato per l'esorcismo è stato rimosso per evitare ulteriori danni al reperto.

ATTENZIONE: sconsigliamo la visione delle immagini che seguono a un pubblico impressionabile o non adulto.

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Durante questo periodo, che dura tre-quattro mesi, l'addome del cadavere si tende sotto la pressione dei gas putrefattivi e, se forato, lascia fuoriuscire liquami facilmente confondibili con "il pasto del vampiro"

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Stadio enfisematoso: per effetto dell'epidermolisi la cute di mani e piedi si "scolla", esponendo gli strati sottostanti e dando l'impressione che siano cresciute nuova pelle e nuove unghie.

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Stadio enfisematoso: scollatura della pelle.

Il terrore, la superstizione e la scorretta interpretazione dei dati tanatologici hanno creato e alimentato il mito dei vampiri. Il vampiro di Venezia è la cronaca di una scoperta archeologia che dimostra quali erano le "contromisure" preferite per combattere gli strumenti del demonio nel XVII secolo, e perché questa figura da incubo ha goduto di tanto credito. La foto di questo cranio, per esempio, ne è un esempio.
In questa breve raccolta di immagini, invece, abbiamo incluso alcune fotografie particolari, relative alle trasformazioni cadaveriche post mortem: attenzione, se ne sconsiglia la visione a un pubblico impressionabile o non adulto.