L'origine delle mummie egizie retrodatata di 1500 anni

La pratica dell'imbalsamazione avrebbe origini più antiche di quanto si pensasse: lo rivelano le analisi chimiche delle bende funerarie che avvolgono mummie risalenti al 4500-3350 a.C. La loro mummificazione fu intenzionale, e non causata dagli agenti atmosferici.

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La Tomba delle Mummie d'oro a Bahariya, Egitto.|Ron Watts/CORBIS

Le mummie sono antiche per antonomasia, ma ora si scopre che sono addirittura più vecchie del previsto: l'origine dei riti di imbalsamazione nell'Antico Egitto sarebbe da retrodatare di 1500 anni. A sostenerlo è uno studio britannico-australiano delle Università di York, Macquarie e Oxford pubblicato su PLOS ONE.

 

Mummie al naturale. Secondo le teorie tradizionali sulle pratiche di mummificazione egizie, in epoca tardo Neolitica e nel periodo Predinastico (tra il 4500 e il 3100 a.C.), le salme che dovevano essere preservate venivano avvolte in bendaggi ed esposte all'esterno, dove il clima secco e la sabbia del deserto le essiccavano naturalmente. Finora le prove scientifiche di una mummificazione intenzionale, compiuta con resine naturali, si limitavano a qualche sporadico caso risalente alla fine dell'Antico Regno (2200 a.C. circa). Queste pratiche funerarie divennero più comuni durante il Medio Regno (2000-1600 a.C.).

 

Un antichissimo cimitero. Diversi egittologi sospettavano, però, che il processo avesse origini più antiche. Per avvalorare la loro ipotesi, gli archeologi delle tre Università hanno effettuato analisi biochimiche dei tessuti funerari di alcune mummie rinvenute in una delle più antiche necropoli egizie mai documentate: quella di Mostagedda (o Mustagidda), un sito archeologico dell'Alto Egitto (ossia la parte meridionale della Valle del Nilo). Le bende erano conservate in alcuni musei del Regno Unito.

La professoressa Jana Jones, tra gli autori dello studio, mentre analizza il tessuto funerario. | Chris Stacey

Finalmente, le prove.

Le avanzate tecniche per l'identificazione delle sostanze organiche, come la cromatografia-spettrometria di massa, hanno rivelato la presenza, sui bendaggi, di olii vegetali e grassi animali, resine di conifere, zuccheri, petrolio naturale, estratti aromatici vegetali e agenti antibatterici. La stessa ricetta, e con simili proporzioni, utilizzata anche per le mummificazioni del pieno periodo faraonico, 3 mila anni più tardi.

 

Il raffinato mix di ingredienti proverebbe, ancora una volta, che gli antichi egizi erano esperti imbalsamatori. E che la pratica ha origini più remote di quanto creduto finora.

 

 

14 Agosto 2014 | Elisabetta Intini