Amrita Pritam: chi è la persona celebrata dal Doodle di oggi

La storia di Amrita Pritam, la scrittrice indiana celebrata oggi dal Doodle di Google,  che anche noi non conoscevamo.

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La poetessa indiana Amrita Pritam (1919–2005) a 29 anni, nel 1948.|Alamy

Sembra che Google abbia deciso di non dedicare più i suoi doodle solo a grandi personaggi (o a eventi memorabili) della Storia, come è accaduto in questi anni, ma di celebrare anche le vite e le opere di uomini (e soprattutto di donne, come nel caso della cantante taiwanese Fong Fei Fei) meno conosciuti. Col doodle di oggi Google celebra infatti il centenario della nascita di Amrita Pritam, scrittrice, saggista e poetessa indiana, considerata la principale poetessa del XX secolo in lingua punjabi (la lingua parlata nella regione del Punjab, che nel 1947 finì suddivisa tra India e Pakistan), ma che in Italia è poco nota (noi, confessiamo non la conoscevamo).

 

Le prime poesie. Amrita Pritam nacque (col nome di Amrita Kaur) a Gujranwala, nella parte del Punjab che attualmente appartiene al Pakistan, figlia di un poeta e predicatore della fede sikh e di un'insegnante. Alla morte di quest'ultima, Amrita (appena undicenne) si trasferì col padre a Lahore, dove le difficoltà da affrontare ogni giorno e la solitudine la spinsero a iniziare a scrivere poesie. La sua prima raccolta fu pubblicata nel 1936, anno in cui si sposò e cambiò il suo nome in Amrita Pritam. 

 

L'evento che segnò la sua vita e la sua produzione letteraria è la "partizione", la suddivisione nel 1947 dell'India britannica in due stati - l'Unione Indiana, a maggioranza indù, e il Pakistan, a maggioranza musulmana - e alla quale seguì un conflitto che provocò un milione di vittime tra musulmani, indù e sikh. A seguito di questi eventi Amrita Pritam, allora 28enne, lasciò Lahore e si trasferì a Nuova Delhi.

 

In verde: il Punjiab, regione a cavallo tra India a Pakistan. | Wikimedia

Il dolore nelle poesie. Il ricordo del dolore legato agli orrori della partizione caratterizzò diverse sue poesie, mentre in altri scritti si ritrova l'esperienza infelice del suo matrimonio.

In sessant'anni di carriera ha prodotto oltre 100 libri di poesia, narrativa, saggi e canzoni popolari del Punjabi. Alcune sue opere sono state tradotte in inglese, francese, danese, danese, giapponese, mandarino.

 

È ricordata soprattutto per il suo poema Ajjj aakhaan Waris Shah nu ("oggi prego Waris Shah"), un'elegia per un poeta del Punjab del XVIII secolo, e per Pinjar, la storia, ambientata nell'India al tempo della partizione, che ispirò un film nel 2003. Amrita Pritam fu la prima donna a vincere il Sahitya Akademi Award e il Bharatiya Jnanpith, uno dei più importanti premi letterari indiani, e fu insignita con il Padma Vibhushan, il secondo più alto riconoscimento civile dell'India, nel 2004. Morì il 31 ottobre del 2005.

31 Agosto 2019 | Focus.it