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Taiwan potrebbe diventare un’altra Ucraina?

Taiwan è un'isola di fatto indipendente ma che la Cina considera come sua. Ecco le radici storiche per cui ancora oggi esistono due Cine che si detestano.

I paralleli tra la situazione dell'Ucraina, oggi sotto attacco della Russia, e quella di Taiwan, isola di fatto indipendente ma che la Cina considera come sua, non sono molti, eppure, secondo alcuni analisti esperti di geopolitica, la Cina starebbe osservando gli sviluppi della guerra in Ucraina per capire se e fino a che punto gli Usa potrebbero decidere di intervenire per difendere l'indipendenza di Taiwan da un attacco cinese. La Cina insomma potrebbe voler approfittare della crisi ucraina per imporre un rimescolamento di carte negli equilibri internazionali. Ma facciamo un passo indietro per capire da quando Taiwan è diventata oggetto di controversie.

Qui sotto, la storia di Taiwan in tre puntate di Storia in Podcast con la partecipazione dello storico Stefano Pelaggi, docente alla Sapienza di Roma e ricercatore al Taiwan Center for International Strategic Studies (TCISS).

L'altra Cina. Taiwan è molto più piccola della Cina (36.000 km2 contro i quasi 10 milioni del "gigante asiatico"), ma è tutt'altro che irrilevante. Proprio a Taiwan "la bella" (questo il significato di Formosa, nome scelto nel 1544 dai portoghesi che approdarono su quest'isola del Pacifico a 160 km dalle coste cinesi) nel 1949 fu fondato uno Stato, la Repubblica di Cina (o di Taiwan), destinato a una parabola controversa. Capace di contrapporsi all'altra, colossale, Repubblica cinese - quella popolare e comunista di Mao Zedong - Taiwan giocò infatti un ruolo fondamentale negli equilibri mondiali durante la Guerra fredda, che dopo il 1945 oppose il blocco occidentale guidato dagli Usa e quello comunista capeggiato dall'Urss. L'isola divenne un avamposto dell'Occidente in Asia. Ma per capire perché ancora oggi esistono due Cine che si detestano, bisogna partire da Chiang Kai-shek, personaggio chiave delle vicende asiatiche.

Chiang Kai-shek, personaggio chiave della vicenda di Taiwan, in una foto del 1943.
Chiang Kai-shek, personaggio chiave della vicenda di Taiwan, in una foto del 1943. © WikiMedia, P.D.

Nazionalista. Nato nel 1887, Chiang si formò nelle accademie militari cinesi, giapponesi e russe. Negli Anni '10 entrò nel Partito nazionalista cinese (Kuomintang), che aveva appena rovesciato la dinastia Qing, l'ultima di un impero millenario, per imporre in Cina una repubblica dove di fatto comandava l'esercito. Di quella repubblica Chiang divenne presidente nel 1928. Suo principale rivale era Mao Zedong, leader del Partito comunista.

I due scatenarono una sanguinosa guerra civile per il controllo del Paese. Chiang poteva contare sull'appoggio degli Stati Uniti, decisi a combattere il comunismo in ogni modo e ovunque. Eppure fu Mao, nel 1949, a vincere il braccio di ferro, rovesciando il governo di Chiang e dando vita a una nuova nazione: la Repubblica popolare cinese.

Ripiego. Chiang condusse il suo esercito e i propri sostenitori a Taiwan. La scelse perché era già stata una provincia della repubblica continentale, tornata alla Cina nel 1945, dopo mezzo secolo di dominio giapponese. E forse anche perché, essendo vicina al Giappone occupato dagli Usa, pareva più protetta da un attacco militare dal continente (che ancora oggi a Taipei, la capitale, temono).

Il leader nazionalista non aveva però fatto i conti con gli abitanti di Formosa, che si ribellarono. Chiang rispose con il terrore: 30.000 morti e migliaia di arresti nei primi anni della nuova nazione.

Duello diplomatico. Nel frattempo, continuava la lotta diplomatica fra Chiang e Mao. Tra i due, fu proprio il leader nazionalista a ottenere la prima vittoria: l'Onu infatti scelse Taiwan come rappresentante della Cina nell'Assemblea generale. Uno smacco clamoroso per Mao, che si vide privato della scena internazionale.

L'isolamento della Cina popolare si acuì nel 1960, quando Mao ruppe i rapporti con l'Urss e si ritrovò senza appoggi esterni. Fu allora che decise di migliorare i rapporti con gli Usa. E quel "disgelo" comportò nel 1971 l'ingresso nell'Onu della Repubblica popolare e l'esclusione di Taiwan. Fu un duro colpo per Chiang che, già malato, morì nel 1975. Ma la sua Cina gli sopravvisse, testa di ponte per il capitalismo in Oriente.

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Questo articolo è tratto da "L'altra Cina" di Massimiliano Lorenzon, pubblicato su Focus Storia 57 (luglio 2011) disponibile in formato digitale. Leggi anche il nuovo numero di Focus Storia ora in edicola.

1 marzo 2022
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