9 antichi sistemi di scrittura non ancora decifrati

Un tempo densi di significato, sono oggi purtroppo incomprensibili: nove rompicapo linguistici che gli esperti sperano un giorno di risolvere.

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Da sempre l'uomo avverte la necessità di lasciare testimonianze scritte del suo passaggio. Ma non tutti gli archeologi sono tanto fortunati da trovare una Stele di Rosetta, un antico "dizionario" che li aiuti a decifrare i sistemi di scrittura di civiltà scomparse. Ecco 9 antiche iscrizioni il cui significato è ancora avvolto nel mistero.

La scrittura della Valle dell'Indo. Questo insieme di segni pittografici con figure umane e animali - tra le quali un misterioso unicorno - fu lasciato da una civiltà fiorita nell'attuale Pakistan e in India nordoccidentale tra il 2600 e il 1900 a.C. Per gli esperti è un sistema logo-sillabico (che combina segni grafici e sillabici) assimilabile alla scrittura cuneiforme dei Sumeri. Ma la mancanza di iscrizioni bilingui che ne consentano una traduzione o di nomi di sovrani storici al suo interno riconducibili a una precisa civiltà ha reso ardui anche i più recenti tentativi di decodificarlo.

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Lineare A. Scoperta nel 1893 dall'archeologo britannico Sir Arthur Evans su alcune antiche tavolette acquistate ad Atene, si rivelò presto essere uno dei sistemi di scrittura utilizzati a Creta dagli antichi Micenei prima dell'adozione della Lineare B, un altro tipo di scrittura - un'antica forma di greco - decodificata nel 1952. Sembra che questa scrittura sillabica sviluppata da sinistra verso destra fosse utilizzata a Creta e in alcune isole dell'Egeo tra il 1850 e il 1400 a.C., ma ancora non si è riusciti a decifrarla.

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Geroglifici cretesi. Sempre a Creta è stata identificata una terza forma di scrittura, più pittografica rispetto alle Lineare A e alla Lineare B. Si tratta dei cosiddetti geroglifici cretesi, in uso presso la civiltà minoica nell'Età del Bronzo. Alcuni elementi di questo sistema di scrittura ancora indecifrato ricordano quelli della Lineare A. Una delle ipotesi è che questi geroglifici si siano evoluti nella scrittura scoperta da Evans.

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Iscrizioni di Wadi el-Hol. Incise nella roccia lungo un'antica rotta militare e commerciale tra Tebe e Abydos, in Egitto, sono state rinvenute dagli archeologi dell'Università di Yale negli anni '90. Prendono il nome dal wadi (torrente) vicino al quale si trovavano. Mentre molte di queste iscrizioni sono state decifrate, altre - una sorta di transizione tra il sistema di geroglifici e un primitivo sistema alfabetico - non sono ancora state ricondotte a un preciso significato.

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Scrittura proto elamitica. Questa scrittura con un andamento da destra a sinistra veniva usata nel regno dell'Elam, nell'attuale Iran, più di 5 mila anni fa. Potrebbe essere stata sviluppata da un'antica scrittura sumerica, ma si sarebbe poi evoluta in un modo del tutto indipendente. Comprende un migliaio di segni di tipo logografico, e non è ancora stata decodificata.

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Iscrizioni olmeche. Il blocco di Cascajal è una lastra in roccia serpentinite rinvenuta in Messico e databile al primo millennio a.C. Si pensa sia riconducibile alla civiltà olmeca (una cultura precolombiana del Messico centro-meridionale) e che rappresenti il più antico esempio di scrittura mai trovato nel Nuovo Mondo. Rinvenuto nel 1999, comprende 62 simboli o glifi: alcuni simili a pannocchie, ananas e insetti, altri più astratti.

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La Pietra di Singapore. Trovata nel 1819 alla foce del fiume Singapore questa roccia di arenaria lunga 67 cm, scritta forse in antico Giavanese, in Tamil o in Sanscrito, fu fatta saltare in aria nel 1843 per liberare l'uscita del fiume dai detriti. Alcuni frammenti si sono salvati e sono esposti ora al Museo Nazionale di Singapore. Ma non è più stato possibile decifrarne il significato.

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Rongorongo. Questo sistema di glifi fu scoperto su alcune tavolette di legno dell'Isola di Pasqua nella seconda metà dell''800. I missionari notarono che gli abitanti del luogo usavano le tavolette come legna da ardere o per fabbricare strumenti da pesca. Il motivo? Non ne sapevano interpretare il significato, perché i Peruviani avevano ucciso gli ultimi saggi capaci di utilizzarlo. Se fosse confermato che si tratta effettivamente di una lingua dei nativi dell'isola che precede l'arrivo degli occidentali, si tratterebbe di uno dei pochi sistemi di scrittura sviluppatosi in modo del tutto indipendente da influenze esterne. Per di più, si legge in due direzioni alternate: prima da sinistra a destra, poi si volta la tavoletta di 180 gradi e si ricomincia di nuovo.

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Iscrizioni di Sitovo. Situate nell'omonima grotta vicino a Plovdiv, in Bulgaria, sono state di volta in volta ricondotte a un sistema di scrittura tracia, celtica, slavo, frigio; ma c'è anche chi ipotizza siano il semplice risultato di un fenomeno naturale di erosione della roccia all'interno della cava. Il capo della spedizione che le scoprì fu accusato di spionaggio e condannato a morte come sospetta spia sovietica. L'accusa era di aver mandato a Kiev un fantomatico "messaggio in codice", che però altro non era che la trascrizione dell'iscrizione da inviare ad alcuni esperti di lingue antiche.

Da sempre l'uomo avverte la necessità di lasciare testimonianze scritte del suo passaggio. Ma non tutti gli archeologi sono tanto fortunati da trovare una Stele di Rosetta, un antico "dizionario" che li aiuti a decifrare i sistemi di scrittura di civiltà scomparse. Ecco 9 antiche iscrizioni il cui significato è ancora avvolto nel mistero.

La scrittura della Valle dell'Indo. Questo insieme di segni pittografici con figure umane e animali - tra le quali un misterioso unicorno - fu lasciato da una civiltà fiorita nell'attuale Pakistan e in India nordoccidentale tra il 2600 e il 1900 a.C. Per gli esperti è un sistema logo-sillabico (che combina segni grafici e sillabici) assimilabile alla scrittura cuneiforme dei Sumeri. Ma la mancanza di iscrizioni bilingui che ne consentano una traduzione o di nomi di sovrani storici al suo interno riconducibili a una precisa civiltà ha reso ardui anche i più recenti tentativi di decodificarlo.