9 cose che (forse) non sai sul Far West e i cowboy

I cowboy erano delle star? Quanto durò davvero la sfida all'O.K. Corral? C'erano davvero tante armi ai "tempi del West"? Come iniziò la corsa all'oro? E soprattutto che ci faceva Buffalo Bill con il Papa a Roma?

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Cowboy I cowboy, discendenti dei vaqueros spagnoli e messicani sono una delle grandi icone dell’800 americano, soprattutto grazie al cinema. Ma la loro è più che altro una leggenda: i cowboy (da non confondere coi pistoleri) erano infatti ritenuti bassa manovalanza al tempo del Far West. In pochi volevano fare il loro (duro) lavoro, il che spiega perché secondo alcune fonti più di un cowboy su 10 fosse nero: erano schiavi liberati con poche chance di trovare un’altra occupazione. E anche nativi americani e migranti messicani venivano impiegati come cowboy.

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Cappelli Anche i cappelli a tesa larga dei cowboy li dobbiamo in parte al cinema: le foto dell’epoca ci restituiscono sì immagini di uomini con un cappello in testa, ma si tratta spesso di copricapi diversi: cilindri, bombette, persino cappelli da donna riadattati. Anche i famosi cappelli da cowboy prodotti dalla Stetson alla fine del 1800 somigliano poco quelli dei film. Originariamente conosciuti come “il boss delle pianure“, sembrano più moderni cappelli amish.

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La corsa all’oro Il mito dei cowboy incrocia quello della corsa all’oro, che nel 1849 spinse migliaia di persone verso l’ovest americano (il west, appunto), in California, alla ricerca di pepite d’oro. Quella californiana in realtà non fu la prima corsa all’oro e neppure la seconda.
Tutto ebbe inizio quando il giovane Conrad Reed trovò una grande roccia gialla nel campo di suo padre in Carolina del Nord, nel 1799. I Reed non avevano idea di cosa fosse e la usarono come fermaporte per diversi anni, fino a quando un gioielliere in visita la riconobbe come pepita d'oro 17 chili. E la prima corsa all’oro ebbe inizio. Nel 1828 fu scoperto altro oro in Georgia, e partì la seconda. Infine, nel 1848, James Marshall trovò l’oro in California, dando il via a quella che conosciamo come la "grande corsa all’oro".

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O.k. Corral La più famosa sfida tra pistoleri del West fu quella all’o.k. Corral. Al punto che l'espressione è entrata anche nel nostro linguaggio proprio per definire un duello decisivo. Ma come andarono davvero le cose? L’ormai celebre sparatoria del 26 ottobre 1881 tra i tre fratelli Earp (Morgan, Virgil e Wyatt ), Doc Holliday, Billy Claireborne, i due fratelli Clanton (Billy e Ike ) e i due McLaury (Frank e Tom ) - non fu un gran che, nonostante il coinvolgimento di otto persone. Lo scontro a fuoco vero e proprio durò solo 30 secondi. E la sparatoria non ha ebbe luogo proprio all'interno del o.k. Corral ma vicino. Lo spargimento di sangue però fu reale: tre degli uomini di legge furono feriti e i due fuorilegge McLaury e Billy Clanton rimasero uccisi.

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Jesse James Quello che forse il fuorilegge più famoso del West ebbe un problema con un... ladro d'identità. Nel 1948 Frank Dalton riuscì persino a convincere un tribunale di essere lui il vero Jesse James, potendo così adottare il nome del bandito, che oggi campeggia sulla sua tomba a Granbury, in Texas. In seguito un esame sul DNA mitocondriale ci ha rivelato che il vero James giace nel cimitero di Kearney in Missouri. Dalton probabilmente era il membro più giovane della gang di James e volle appropriarsi della leggenda del più grande bandito di tutti i tempi quando questi non poteva più… reagire.

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Buffalo Bill Un altro grande protagonista dell’epopea del West fu Buffalo Bill. Nato William Frederick Cody, fu uno dei primi a capire il potere della comunicazione pubblica, trasformando ogni suo gesto, come la cattura di un bisonte, in un’impresa epica da pubblicizzare ai contemporanei attraverso i racconti dello scrittore Ned Buntline. Con Buntiline creò anche una compagnia di giro con la quale raccontava in giro per il mondo le gesta dei cowboy. E venne anche in Italia: sbarcò a Napoli nel 1890, poi si recò a Roma dove incontrò Papa Leone XIII e organizzò una serie di messe in scena per il pubblico pagante. Degna di una vera e propria rockstar la troupe che lo seguiva: 100 cowboys, 100 pellerossa, ballerine, 200 animali e attrazioni varie, la carovana era composta da 4 treni, 51 vagoni, 800 uomini e 500 cavalli.

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Nativi americani La storia dei nativi americani, i cosiddetti “indiani d’America” è complessa e va approfondita, perché ben poco di quello che crediamo di sapere a riguardo è vero. Il cinema americano del '900, infatti, ci ha tramandato una versione scorretta dei nativi americani. Solo 300 dei circa 30.000 coloni morti lungo la pista che attraverso l'Oregon portavano verso il West sono morti per mano dei nativi americani. La vera guerra contro di essi la condussero il governo e l’esercito statunitense, che secondo gli storici uccisero decine di milioni di nativi: un vero e proprio genocidio.


Guarda anche: il vero volto dei pellerossa

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Armi Per quanto possa sembrare strano, al tempo dei cowboy negli Usa le leggi sul controllo delle armi erano, in proporzione, più severe di quanto lo siano ora. In principio, ci fu sicuramente l’esplosione incontrollata delle armi, in quanto non vi era alcuna legge a riguardo né modo per farla rispettare. Ma il selvaggio west non rimase selvaggio per sempre: con la crescita delle città e delle prime comunità di pionieri, la tolleranza alle pistole diminuì. A partire nel 1878, circa 25 anni dall’espansione verso l’ovest, in molte città apparvero cartelli con scritto: “È tassativamente vietato il possesso di armi”. Oggi negli Usa non sarebbe possibile.

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Pistole o fucili? A proposito, davvero i cowboy usavano le pistole? Sì, ma gli preferivano i fucili. Una pistola poteva sparare sei colpi, che ne faceva un’arma di riserva. I fucili invece, come il celebre Winchester, erano più potenti e “apprezzati” nella caccia e i regolamenti di conti.
La querelle fucile o pistola ci ha però lasciato questa splendida scena di "Per un pugno di dollari":

Cowboy I cowboy, discendenti dei vaqueros spagnoli e messicani sono una delle grandi icone dell’800 americano, soprattutto grazie al cinema. Ma la loro è più che altro una leggenda: i cowboy (da non confondere coi pistoleri) erano infatti ritenuti bassa manovalanza al tempo del Far West. In pochi volevano fare il loro (duro) lavoro, il che spiega perché secondo alcune fonti più di un cowboy su 10 fosse nero: erano schiavi liberati con poche chance di trovare un’altra occupazione. E anche nativi americani e migranti messicani venivano impiegati come cowboy.